Covid, la corsa del virus non si ferma: il numero dei positivi è pesantissimo


La corsa dei contagi da coronavirus non si ferma e lo spettro del secondo lockdown aleggia sempre più minaccioso sull’Italia. Nella giornata di venerdì 16 ottobre, il ministero della Salute nel suo bollettino odierno ha confermato il numero di 10.010 i nuovi casi di covid-19. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati altri 55 decessi, che portano il totale a 36.427 dall’inizio dell’emergenza sanitaria nel nostro paese.

Per la prima volta dalla fine del lockdown è stata superata la soglia dei 10mila casi. Preoccupano le terapie intensive. I pazienti ricoverati sono 638, con un incremento di 52 unità nelle ultime 24 ore. I ricoveri ordinari sono invece 6.178 (+382). (Continua a leggere dopo la foto)






Gli attualmente positivi al coronavirus sono 107.312 di cui 6.178 ricoverati con sintomi (+382) e, come detto, 638 in terapia intensiva (+52). Come riporta il bollettino odierno del ministero della Salute, sono in isolamento domiciliare 100.496 pazienti mentre sono guarite o sono state dimesse 1.908 persone. La regione con il maggior numero di positivi al covid è la Lombardia con 2.419, poi la Campania con 1.261 e il Piemonte con 821 casi. (Continua a leggere dopo la foto)






“Il dato di oggi è di 1.261 positivi su 14.422 tamponi”. Lo ha detto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, nel corso di una diretta Facebook per il punto sulla situazione coronavirus in Campania. Il dato dei nuovi casi di coronavirus è il più alto dall’inizio dell’emergenza in Campania. Chiuse dal 16 al 30 ottobre scuole e università, stop a matrimoni, comunioni, battesimi e altre cerimonie e feste anche private: potranno partecipare solo i parenti. Sospese le attività dei circoli ludici e ricreativi. La decisione del governatore è arrivata il 15 ottobre a seguito dell’aumento dei nuovi contagi da Covid-19 in Campania. (Continua a leggere dopo la foto)



 

L’allarme di Crisanti – “Non si riesce a fare tracciamento sul territorio e non si riesce ad arrestare la trasmissione. Siamo arrivati al punto di rottura in cui le misure non funzionano più”. Andrea Crisanti, direttore Microbiologia e virologia dell’università di Padova, si esprime così a Mattino Cinque.

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