“Perché sono stati uccisi”. Daniele e Eleonora, l’omicidio dell’arbitro e della compagna: “Come Teresa e Trifone”


Il duplice omicidio di Daniele De Santis e di Eleonora Manta, a parlare è la criminologa. Isabel Martina, criminologa leccese esperta di cold case, ha espresso il suo punto di vista durante un’intervista diffusa su Fanpage.it. Gli scenari dietro la mattanza avvenuta a Lecce si infittiscono, anche alla luce del fotogramma che inizierebbe a definire l’identità del killer.

Probabilmente il killer conosceva i luoghi frequentati dalla coppia di fidanzati. Isabel Martina risponde al dubbio: “Via Montello e le vie adiacenti a essa sono tutte strade in cui l’amministrazione comunale e non solo, anche abitazioni private, hanno alzato la soglia del livello di sorveglianza avvalendosi appunto delle nuove tecnologie e quindi della videosorveglianza, essendo stato un quartiere adiacente alla stazione ad alto tasso di episodi legati alla criminalità come spaccio e prostituzione. La via principale che sfocia in via Montello e in cui è sbucato l’ assassino per poi prendere il famoso sottopassaggio in cui è stato ripreso è una via che è stata resa ZTL dalle 21 alle 6 e quindi anche quasi deserta all’ora del delitto, una strada che dal mattino fino alle 20:30 è notevolmente trafficata, anche questo e soprattutto questo ha studiato l’assassino”. (Continua a leggere dopo la foto).






Si potrebbe ipotizzare una pianificazione. La criminologa aiuta a fare luce anche su questo aspetto: “Colui che ha compiuto questo delitto ha studiato tutto nei minimi particolari, quasi meticolosamente. Evidentemente per lui era arrivata l’ora di punire Daniele ed Eleonora o semplicemente uno dei due. Un movente passionale è quello che appare a primo impatto. Tra l’altro Eleonora era solita restare nel fine settimana a casa di Daniele già da diverso tempo, da quando aveva vinto il concorso INPS e doveva recarsi a Brindisi, città molto più vicina a Lecce che ad Aradeo, paese in cui abitava con la madre. Strano che un assassino, uno spasimante conosca un piccolissimo dettaglio come quello di una convivenza stabile iniziata da appena due giorni perché allora si parlerebbe di un amante e un amante, sui cellulari, sui social un po’ ovunque lascerebbe tracce di sé, della relazione”. (Continua a leggere dopo la foto).






Poi qualcosa sul numero di colpi dell’arma da taglio riscontrati sul corpo di Eleonora: “Ritengo che l’obiettivo primario sia o la coppia o lo stesso Daniele, ma l’assassino conosceva tutti e due. Per questo dovevano morire perché avrebbero potuto rivelarne l’identità. Per questo, nelle modalità è un delitto che ha molte analogie con quello di Teresa e Trifone. Non si fa entrare un amante o uno spasimante ossessivo a orario di cena in casa. E qualora lo si facesse entrare certamente non si finirebbe colpiti alle spalle perché il livello di attenzione e la percezione di pericolo sarebbero già innalzati dal semplice fatto che questa persona sia entrata nella nostra casa”. (Continua a leggere dopo le foto).



La criminologa non esclude nessuna pista di indagine:”È bene vagliare tutte le ipotesi anche quella passionale ma non solo, bisogna indagare nelle amicizie, nelle conoscenze dei due, nel lavoro di Eleonora, nelle passioni di Daniele, nell’ambiente dell’arbitraggio professionale e nei suoi interessi come amministratore di condominio. Chi ha ucciso i due era conosciuto da entrambi, aveva la fiducia di tutti e due. Era un’insospettabile conoscenza che aveva deciso di punire i due e ha approfittato esattamente di questa sua posizione. Non è nemmeno detto che i due gli abbiano aperto la porta di casa. È vero che la disposizione degli ingressi del condominio lascia pensare a ciò ma in un crimine così efferato non si esclude nulla, nessuna ipotesi”.

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