“Ecco che facevano di notte. E con chi…”. Omicidio Willy, spuntano ‘faccende estreme e morbose’ dei fratelli Bianchi


Pochi giorni dai funerali di Willy Monteiro. Pochi giorni da quando i fratelli Bianchi, trattenuti all’interno del carcere di Rebibbia a Roma, hanno chiesto e ottenuto l’isolamento in carcere per paura di ritorsioni. L’accoglienza in carcere, a quanto riporta il Messaggero, non è stata delle migliori: sputi, insulti e minacce. Un clima d’odio che ha fatto tremare i polsi dei Bianchi, alla disperata ricerca di un’isola sicura per sopravvivere al carcere.

Gli investigatori, che dal momento dell’omicidio di Willy Monteiro hanno iniziato a scavare nella vita dei presunti assassini, stanno tracciando un profili pieno d’ombre. Ritratto che delinea Fabio Tonacci di Repubblica che scrive come: “Con la prepotenza coatta dei fisici scolpiti dall’ Mma, le risse, lo spaccio, il disprezzo delle regole della convivenza civile (comprese quelle anti-Covid) hanno marcato il territorio a ridosso dei Castelli Romani, lungo la provinciale 600 che collega Velletri, Lariano, Artena e Colleferro”. Continua dopo la foto






E ancora: “ Un pezzo di agro laziale a sud di Roma dove viveva anche Willy Monteiro Duarte, pestato a morte la notte del 5 settembre”. Situazioni oscure anche in famiglia: mega villa di residenza e padre percettore del reddito di cittadinanza (i figli girano con un suv da 75mila euro a salire). E nella vita privata. Scrive a proposito Alberto Dandolo per Dagospia. Continua dopo la foto






“Non è un caso se nella Milano della notte qualcuno li ricordi distintamente in occasione di certe gite che dalla provincia romana li spingevano fin nella capitale amorale. Pare che si muovessero sempre accompagnati da affascinanti femminone. Che poi fossero femminone anche nel loro certificato di nascita, questo le nostre fonti non lo possono giurare”. Continua dopo la foto



 


Poi Dandolo insiste: “Di sicuro, la loro fame di denaro non si esauriva con lo spaccio, ma pare venisse placata anche attraverso ad altre attività al limite della legalità e oltre il limite del piacere. Un piacere di coppia ma anche di gruppo, oltre i confini del genere. Non è un caso se la notte dell’omicidio di Willy Monteiro i due fossero impegnati in amplessi di gruppo al cimitero, come confermato da fonti investigative. La domanda che molti si sono fatti è: se questi maschioni sempre impegnati a ribadire pubblicamente la loro virilità (la violenza espressa spesso nasconde qualcos’altro di represso), come mai si nascondevano in un cimitero per fare sesso? I mezzi per affittare uno scannatoio non gli mancavano: viaggiavano su una Audi Q7, prezzo di partenza 75mila euro. Solo che un pied-a-terre a Colleferro o Artena sarebbe stato esposto a occhi indiscreti, soprattutto per il genere di compagnia che i fratelli avevano scelto nelle loro notti proibite e annaffiate da polverine di vario tipo. Il buio e il silenzio del cimitero sono perfetti per nascondere certi segreti inconfessabili”.

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