“Arrestato”. La fuga del superlatitante Johnny lo Zingaro è finita: catturato dalla polizia in un casolare


Era evaso dal carcere di massima sicurezza di Sassari dieci giorni fa e di lui si erano perse le tracce. Giuseppe Mastini, noto come ‘Johnny lo zingaro’, è stato catturato dalla polizia nelle campagne del Sassarese in un casale di una zona rurale. Alla sua cattura hanno partecipato gli uomini del servizio centrale operativo della Polizia di Stato e della Squadra Mobile di Sassari. Giuseppe Mastini, 60 anni, non era tornato in prigione dopo un permesso premio ed era latitante dal 6 settembre scorso.

Al momento della cattura sembra non fosse solo, con lui però non c’era la compagna – con la quale ha trascorso anche il permesso premio prima della fuga – che ha lasciato la Sardegna subito dopo il 6 settembre. Mastini si trova ancora in Questura, a Sassari, per gli accertamenti di rito, poi sarà riportato nel carcere di Bancali. “Nella mia lunga carriera di magistrato ho avuto l’opportunità di avvalermi del prezioso apporto di diversi corpi di polizia, nazionali e internazionali. Ma la capacità, la perseveranza e l’abnegazione che riscontro ogni giorno negli uomini del Nic della Polizia Penitenziaria, sotto l’oculata direzione di Augusto Zaccariello, è davvero rara. Lo hanno dimostrato fino ad oggi, continuano a dimostrarlo e sono certo che lo dimostreranno anche in futuro”, il commento del Capo Dap sulla cattura. (Continua a leggere dopo la foto)






La vicenda riportava alla mente quanto accadde nell’estate 2017, L’ergastolano, che era in semilibertà, dopo aver lasciato il carcere di Fossano, non si presentatò al lavoro a Cairo Montenotte, in provincia di Savona. La sua evasione, iniziata il 30 giugno di 3 anni fa, si concluse il 25 luglio in Toscana. La fuga di una settimana fa era l’ennesima per Mastini, già scappato dal carcere diverse volte in passato. Nato da una famiglia di giostrai sinti nel 1960, Johnny lo Zingaro, la cui storia ha ispirato anche un film e una canzone, inizia la sua lunga carriera criminale a Roma dove si trasferisce all’età di 10 anni. (Continua a leggere dopo la foto)






Il primo delitto di cui è accusato, appena 14enne, nel 1975 è quello del tranviere Vincenzo Bigi, freddato per pochi soldi e un orologio dopo aver dato al ragazzo un passaggio in macchina. Mastini viene arrestato e portato nel carcere minorile di Casal del Marmo ma dopo poco tempo riesce a fuggire. È solo la prima delle sue evasioni. Lo riprendono ma scappa di nuovo. Dopo una serie di evasioni e catture, nel 1987 esce in permesso premio e non rientra più. Pochi giorni dopo entra, secondo le accuse, nella villa dei coniugi Paolo e Veronique Buratti, a Sacrofano, uccide l’uomo a bruciapelo e ferisce gravemente la moglie. Poi, con la compagna Zaira Pochetti, Mastini, braccato dalla polizia, ruba un’auto e sequestra una ragazza di 20 anni, Silvia Leonardi, che si trova a bordo. (Continua a leggere dopo la foto)



 

Da lì una serie di fughe, inseguimenti e scontri a fuoco, durante uno dei quali resta ucciso l’agente Michele Girardi, fino alla cattura il 24 marzo del 1987. L’arresto è il risultato di una serie di battute condotte senza tregua a Roma e in varie zone della provincia per le quali furono mobilitati 700 poliziotti in una caccia all’uomo che si protrasse per un giorno intero. Alla fine Mastini capì che non aveva più scampo e decise di arrendersi. Il nome di Johnny lo Zingaro compare anche nelle carte del processo sull’omicidio di Pier Paolo Pasolini.

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