Lutto nel giornalismo italiano. È morto all’improvviso lasciando un grande vuoto


È morto a 66 anni il giornalista Silvestro Montanaro. Aveva cominciato la sua carriera come corrispondente di Paese Sera e dell’Unità, per poi in seguito approdare alla Voce della Campania. Lì si occupò per anni di inchieste su mafia e camorra, e sui rapporti tra le cosche e i poteri politici ed economici.

Inizia la sua carriera come corrispondente a Paese sera e poi all’Unità. Scrivendo per la Voce della Campania ha prodotto inchieste puntigliose sul rapporto stato-mafia e sull’organizzazione della camorra. Montanaro entra poi, nel 1989, a far parte della squadra di Michele Santoro in ‘Samarcanda’. Lavora insieme al giornalista anche per le trasmissioni “Il rosso e il nero” e “Tempo reale” diventando coautore. (Continua a leggere dopo la foto)






Si è infine occupato di diritti umani con il reportage “C’era una volta”. Il mondo del giornalismo e dello spettacolo ha espresso il proprio cordoglio. “’L’unico dovere del giornalista è raccontare la verità’. E tu lo hai sempre fatto, con la schiena dritta e la coscienza pulita. Ciao amico mio, oggi siamo un po’ più soli” ha commentato su Twitter la cantante Fiorella Mannoia. (Continua a leggere dopo la foto)






Sul temi legato ai bambini del dopoguerra in Mozambico ha pubblicato tre libri d’inchiesta che sono stati anche usati come libri di testo nelle scuole per la casa editrice Baldini e Castoldi. La sua esperienza in Rai si è conclusa con il reportage “C’era una volta” dove Montanaro ha toccato il difficile argomento della violazione dei diritti umani nei paesi in via di sviluppo. Negli ultimi anni si è dedicato a conferenze e convegni e sopratutto agli incontri con i ragazzi delle scuole. Sabato mattina a Napoli nella chiesa di san Carlo Borromeo i funerali. (Continua a leggere dopo la foto)



 

“Questa notte nostro papà, vostro fratello Silvestro ci ha lasciati. – ha scritto la famiglia – Useremo questo profilo un’ultima volta per darvi un ultimo saluto. Saluto che papà sarebbe stato felice di darvi, con tutto il cuore. Vi ringraziamo per esserci stati, per tutto. A suo, ma anche a nostro nome. Lui diceva sempre di mettere a nudo la parte di cuore più bella. Oggi fatelo insieme a noi, per lui. Per chi vorrà, entro i limiti imposti dalla situazione, domani gli daremo l’ultimo saluto alla parrocchia San Carlo Borromeo al Centro Direzionale di Napoli. Potete anche solo accendere una luce. Grazie ancora. Di tutto. E siate sempre liberi cittadini del mondo”.

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