Mascherine, quali usare con il caldo? Bassetti: “Ecco le migliori e quelle da evitare”


Mascherine, il dibattito non finisce. Dopo mesi di emergenza sanitaria, la guardia continua a non abbassarsi. Evitare assembramenti e l’uso delle mascherine rimangono due punti fissi da adottare per la tutela della salute collettiva. Non ancora del tutto superata l’emergenza di diffusione del virus, le mascherine tornano a essere argomento dibattuto: quali le migliori?

Il quesito non varia a distanza di mesi, quali sono le migliori mascherine in termini di prevenzione? La domanda è lecita soprattutto quando la stagione estiva alle porte inizia a chiamare fuori casa. La mascherina non può essere dimenticata a casa, e con un post reso pubblico su Facebook l’infettivologo Matteo Bassetti, direttore della clinica Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, ha dato a tutti preziosi consigli. (Continua a leggere dopo la foto).






Mascherina e caldo estivo non vanno molto d’accordo, è questo il punto che tanti lamentano. Coprire il volto non solo diventa difficile, ma in alcuni casi può provare persino un senso di ‘chiusura’ e panico. Per l’infettivologo Matteo Bassetti le migliori sono quelle chirurgiche. Quindi non le Ffp2: “Queste ultime infatti, oltre a costare molto di più, aumentano molto la temperatura facciale, sono più scomode e hanno minor aderenza”. (Continua a leggere dopo la foto).






L’esperto dà voce anche a un recente studio condotto sull’argomento: “Lo dimostrerebbe un interessante lavoro pubblicato sull’International Journal of Environmental Research and Public Health. Per strada vedo ancora troppa gente con le Ffp2 perché pensano siano migliori. Lasciamole agli operatori sanitari e continuiamo ad usare, quando servono, le mascherine chirurgiche. (Continua a leggere dopo le foto e il post).



Buongiorno.
I dati di ieri sembrano confermare il trend di discesa che, ci auguriamo, ci porterà presto a numeri vicini…

Pubblicato da Matteo Bassetti su Lunedì 29 giugno 2020

 

Matteo Bassetti, inoltre, fa notare quanto sia ancora importante non abbassare la guardia: “L’Europa infatti riapre a 15 nazioni, ma l’Italia no. Quarantena per chi arriva da Paesi extra Ue. Giusto così almeno fino a che anche gli altri paesi non avranno completamente controllato i loro focolai. Visti i numeri del nostro paese e l’eccezionale lavoro svolto, che ci ha portato ai titoli di coda di questo primo focolaio epidemico italiano di Covid-19, trovo molto giusto l’atteggiamento del governo italiano di controllo degli ingressi”.

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