“Ti prego…”. Morte Vannini, nell’audio inedito le parole choc di Marco


Marco Vannini, si fa ancora luce sul caso sul ragazzo di Ladispoli, morto la notte del 17 maggio 2015. Durante la puntata di “Quarto Grado”, il lavoro condotto da un team di esperti ha fatto emergere in via del tutto esclusiva alcune affermazioni rilasciate dalla vittima. Le parole pronunciate da Marco Vannini rappresentano il contenuto di una audio rielaborato da un gruppo di lavoro italo-americano.

Un merito alla società “Emme team”, gruppo che riunisce un team di esperti italiani e americani, che ha saputo rielaborare un audio. Trattasi nello specifico della pulizia di un audio della telefonata di Antonio Ciontoli al 118. Le frasi di Marco sono molto chiare: “Ti prego basta, mi fa male, portami il telefono”. Portate alla luce, dunque, precise invocazioni da parte della vittima rivolte alla ragazza Martina Ciontoli. (Continua a leggere dopo la foto).






“Dov’è il telefono, portamelo, portami il telefono mi fa male, mi fa male il braccio”. Martina ha provato a placare l’agitazione del ragazzo:  “Basta, basta”. Un audio telefonico che potrebbe affrontare il caso secondo diversi scenari. Urla disperato Marco, chiedendo di avere il telefono mentre il dolore al braccio continua a non dare pace. (Continua a leggere dopo le foto).








Il processo d’appello per i Ciontoli è stato fissato per il prossimo 8 luglio, alla luce della richiesta della Procura Generale di rifarlo, rivedendo gli atti; richiesta che è stata approvata dalla Cassazione circa cinque mesi fa. Per ben tre volte la vittima ha chiesto il suo telefono, proprio durante i minuti che hanno tenuto Antonio Ciontoli impegnato nella conversazione telefonica con il 118. (Continua a leggere dopo la foto).

Probabilmente l’intenzione di Marco Vannini era quella di poter entrare in contatto con i genitori, Marina e Valerio, ma questo rimane ancora da comprendere nel dettaglio in seguito a una nuova lettura delle dinamiche che hanno portato il ragazzo di Ladispoli alla morte. Avvalendosi di sofisticati sistemi di ascolto, gli esperti porteranno in aula i file audio, in modo che tutti i presenti possano prendere atto di ciò del contenuto e fare ulteriore luce su quella tragica notte del 17 maggio.

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