Coronavirus, il bollettino della Protezione Civile del 20 giugno 2020


Coronavirus, ecco i dati forniti dalla Protezione Civile. Nella giornata di sabato 20 giugno arrivano buone notizie. Dopo gli aumenti dei giorni scorsi, c’è una nuova flessione. La nota positiva: le persone in terapia intensiva sono sempre meno: in tutta Italia ce ne sono ormai 152 (9 meno di ieri), di cui 54 in Lombardia. Dei 262 tamponi positivi rilevati oggi, la maggior parte sono in Lombardia, con 165 nuovi positivi (il 62,9% dei nuovi contagi). Tra le altre regioni più colpite dal coronavirus, l’incremento di casi è di 27 in Piemonte, 28 in Emilia Romagna, di 3 in Veneto, di 2 in Toscana, di 10 in Liguria e di 14 nel Lazio.

Dall’inizio dell’epidemia sono state contagiate 238275 persone. Attualmente sono ricoverate con sintomi 2474 persone, 158 meno di ieri mentre sono in isolamento domiciliare 18586 persone (-164). I morti delle 24 ore sono 49 (mentre ieri erano stati 47) che portano il totale dei decessi a 34610. I guariti toccano quota 182453, e aumentano di 546 unità. Il calo degli attualmente positivi è pari a 331 unità. Continua a leggere dopo la foto






 

La situazione sembra migliorare ma bisogna restare all’erta dal momento che in tanti dicono che in autunno è probabile che arrivi una seconda ondata. Per fortuna, qualora fosse, sarebbe più vicino il vaccino… Pare che ormai manchi davvero poco per metterlo a punto. Nel frattempo, però, emergono dati piuttosto sconfortanti. Sembra, come riporta Repubblica, che il 41 % non abbia intenzione di vaccinarsi. Ma come? Per mesi abbiamo implorato il vaccino e ora la situazione è questa? Continua a leggere dopo la foto






È quanto emerge da una ricerca dell’EngageMinds HUB dell’Università Cattolica secondo la quale più di 4 italiani su 10 “colloca la propria propensione a una futura vaccinazione tra il ‘per niente probabile’ o a metà tra ‘probabile e non probabile’”. In pratica 4 persone su 10, quando il vaccino sarà disponibile, non lo farà. La ricerca è stata realizzata tra il 12 e il 18 maggio con interviste con metodologia CAWI (Computer Assisted Web Interview) su un campione di 1000 persone nell’ambito del progetto Craft della Cattolica di Cremona. Continua a leggere dopo la foto



 

Come riporta Repubblica, la propensione a non vaccinarsi è maggiore nel Centro Italia, ma solo di un paio di punti percentuali (43%). “In generale, sono meno esitanti nei confronti della vaccinazione i più giovani col 34% contro il 41% del totale campione, e i più anziani col 29% contro il 41% del totale campione” ha spiegato Guendalina Graffigna, ordinario di Psicologia dei consumi e direttore del centro di ricerca EngageMinds HUB dell’Università Cattolica e responsabile della ricerca – Più dubbiose invece risultano le persone tra i 35 e i 59 anni (48% contro il 41% del totale campione)”.

Perché è così facile ammalarsi di coronavirus all’interno dei macelli? il motivo

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@caffeinamagazine.it