Si rifiuta di chiudere gli occhi durante l’interrogazione a distanza e la prof le mette 3


Roma, la vicenda ha dell’assurdo e viene resa nota sulle pagine de Il Messaggero. Tutto è accaduto tra una studentessa -minorenne- del liceo Scientifico di Roma Nord e una docente. Margherita, nome dato convenzionalmente, ha visto un voto molto basso, 3 per l’esattezza, registrato dall’insegnante in seguito a un ‘botta e risposta’ che ha davvero dell’incredibile.

L’insegnante domanda alla studentessa iscritta al primo anno del liceo scientifico romano: “Che cos’è il Rubicone? Chiudi gli occhi per piacere e rispondi”. La studentessa risponde prontamente: “No professoressa, gli occhi non li chiudo, mi sento preparata”. A questa risposta, l’insegnante non si arrende e insiste ulteriormente: “Se non li chiudi vorrà dire che prenderai il voto che meriti”. (Continua a leggere dopo la foto).









Ecco dunque registrato un voto bassissimo, ovvero un 3, assegnato alla minorenne solo perché le richieste dell’insegnante non sono state soddisfatte. Una verifica avvenuta in videochat a distanza e che andava in qualche modo controllata da eventuali suggerimenti poti in ‘agguato’; rimane il fatto che ‘Margherita’ quegli occhi doveva chiuderli, secondo l’insegnante, pena il voto che rasenta la totale insufficienza. (Continua a leggere dopo la foto).






Non è stata valutata la preparazione della studentessa, ma il fatto che si sia opposta a quanto richiesto dalla sua insegnante, che ha così giustificato quel voto: “Tutti fanno così, chiudono gli occhi e quindi lo devi fare anche tu”. Come riporta Il Messaggero, la denuncia è partita dalla madre della studentessa, che ha prontamente descritto l’episodio alla preside della scuola. (Continua a leggere dopo la foto).



“Mia figlia non è stata valutata per la sua preparazione ma per il comportamento: per essersi opposta a una richiesta che trovo molto discutibile”. La mamma di ‘Margherita’ è anch’essa docente e intende assolutamente andare a fondo della vicenda “perché nonostante la didattica a distanza non è previsto da nessun protocollo ministeriale che le interrogazioni debbano svolgersi in questo modo”. Alessandro Corsi, avvocato, aggiunge: “Si tratta di un abuso non giustificato, non ci sono disposizioni del Miur che prevedono interrogazioni ad occhi chiusi e bisogna considerare, inoltre, che il voto è stato dato non alla preparazione della ragazza ma al suo comportamento che non era ovviamente oggetto di giudizio. E’ stato un gesto estremamente violento, coercitivo nei confronti di una minore, nei confronti del quale ci riserviamo di seguire tutte le strade possibili a nostra disposizione”.

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