Omicidio Yara Gambirasio. “Un clamoroso errore”, l’annuncio dell’avvocato di Massimo Bossetti


La Corte d’Assise di Bergamo ha dichiarato inammissibile l’istanza presentata dai difensori di Massimo Bossetti, il muratore di Mapello condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, la giovane di Brembate di Sopra scomparsa il 26 novembre 2010 e trovata senza vita il 26 febbraio 2011 da un aeromodellista in un campo aperto a Chignolo d’Isola, per conoscere tempi e modalità per la ricognizione dei reperti, a suo tempo autorizzata.

L’istanza degli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini chiedeva “l’indicazione di modalità e tempi per l’accesso ai corpi di reato e per la ricognizione degli stessi”. La difesa ha preannunciato che farà ricorso in Cassazione. “È di questi giorni il provvedimento della Corte in cui dice che la nostra domanda di ricognizione dei reperti è inammissibile. In questo periodo attaccare frontalmente la magistratura sarebbe come sparare sulla Croce rossa. Io non voglio farlo, io rispetto questo potere dello Stato. Però dico che sono rimasto basito da questo provvedimento”, ha detto il legale di Massimo Bossetti, Claudio Salvagni, durante la trasmissione ‘Iceberg Lombardia’ in onda su Telelombardia. (Continua a leggere dopo la foto)









“Per due volte – ha sottolineato Salvagni – la Corte d’Assise di Bergamo ci dice di sì che si possono fare queste attività e la stessa Corte d’Assise quando poi gli chiediamo ‘come e quando fare queste attività’ ci risponde che è inammissibile. Il problema ora è: questa domanda a chi dobbiamo rivolgerla? Perché quell’autorizzazione è diventata cosa giudicata, si è stabilizzata. Nessuno l’ha impugnata, quell’autorizzazione esiste e prima o poi queste attività devono essere fatte”. (Continua a leggere dopo la foto)






“E’ stata dichiarata inammissibile la nostra richiesta di sapere come, dove e quando fare queste attività – ha aggiunto l’avvocato -. Chi mi deve dare una risposta? Cioè il giudice dell’esecuzione della Corte d’Assise di Bergamo mi ha autorizzato a fare la ricognizione, ma poi lo stesso giudice ha dichiarato inammissibile la domanda su come, dove e come farla. A questo punto sarei curioso di sapere a chi dovevo chiederla. Bossetti è tranquillo perché sa che questa cosa prima o poi dovremmo farla”. (Continua a leggere dopo la foto)



 

“Ora – ha annunciato – manderemo domande in giro a tutti i tribunali d’Italia e qualcuno ci dirà finalmente come, dove e come fare questa ricognizione. Perché lo ribadisco: il provvedimento autorizzativo di fine novembre 2019 è un provvedimento che nessuno ha impugnato, quindi la ricognizione si deve fare. Il mio parere su questa inammissibilità è la prova provata che qualcuno ha il terrore che si vada ad indagare su questi reperti. Perché lì dentro c’è un clamoroso errore. Prima o poi riusciremo a fare queste analisi sui reperti e la verità verrà a galla. Dimostreremo il clamoroso errore”.

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