Patente e libretto con nomi diversi, ecco cosa dire se vi fermano…


Dura lex sed lex. Che poi, detto apertamente, a che serve? Il riferimento è alla ormai nota questione della richiesta coincidenza dei nomi su patente e carta di circolazione. Quella novità legislativa, insomma, che ha gettato nel panico gli automibilisti che hanno sentito parlare di una multa di 705 euro in caso di inosservanza. Il meccanismo, almeno all’apparenza, è semplice: se guidi un’auto non tua per più di 30 giorni hai l’obbligo (dal 3 novembre) di comunicarlo alla Motorizzazione. E comunicare con la burocrazia, almeno a queste latitudini, vuol dire pagare. Qualche decina di euro per vedere stampato il nome di un altro sul libretto dell’auto che avete pagato voi ma che guida anche un altro. Una nota di colore, quasi. Che, tuttavia, ne introduce un’altra. Da commedia all’italiana, da popolo che sa arrangiarsi e trovare una via d’uscita. Che fare se all’improvviso notate una paletta bianca e rossa davanti ai vostri occhi mentre impugnate il volante?

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Stando all’interpretazione più diffusa della norma (ma è difficile trovarne una alternativa) l’agente che ferma Marco che guida la macchina di Roberto chiede da quanto tempo la utilizza. Se la riposta è da 31 giorni si può immaginare una scena alla Otello Celletti: il vigile si sfila il guanto e la sua biro lascia un segno (profondo). Ma che succede se l’automobilista risponde “Roberto me l’ha prestata stamattina”? In realtà nulla. Perché il vigile o carabiniere che sia non può dimostrare che quell’auto è in uso al fermato da più tempo. E allora questa sarebbe la risposta per evitare il salasso. Sia chiaro, non per vestire i panni da italico indisciplnato, ma perché non è previsto onere della prova a discolpa. Né l’autorità stradale può presumere che l’uso del veicolo si protrae oltre il termine dei 30 giorni. Una storia di burocrazia, come tante. Che non scioglie, peraltro, un altro interrogativo: i 30 giorni devono essere consecutivi o valgono periodi frazionati? Perché se fosse così al 29mo giorno usate il bus così si interrompe questa sorta di “usucapione” presunta. E il commento, probabilmente, non è neanche risolutivo perché, prima o poi, per usare termini giuridici, arriveranno altre interpretazioni autentiche.

Bo e Luke

 

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