Coronavirus, nuovi positivi al minimo: quanti sono i contagiati nelle ultime 24 ore


La Protezione Civile ha snocciolati i dati delle ultime 24 ore sull’emergenza coronavirus in Italia. Nel bollettino delle ore 18, si contano 177 nuovi contagi da coronavirus. Un numero così basso non si era mai registrato da quando i contagi erano iniziati a salire. È al minimo anche il rapporto tra nuovi casi e test effettuati e tra nuovi casi e persone sottoposte a tampone. L’incremento di casi è di 24 casi in Piemonte, 18 in Emilia Romagna, di 21 in Liguria e di 11 nel Lazio.

Sono 88 le vittime nelle ultime 24 ore, un leggero aumento rispetto agli ultimi giorni. Ma in sei regioni non è stata registrata nessuna vittima: Basilicata, Calabria, Valle d’Aosta, Sardegna, Umbria, Friuli. I guariti sono 161.895, con un incremento di 957 unità nelle ultime 24 ore. I casi attualmente positivi sono 38.429, vale a dire 868 in meno rispetto a ieri. In isolamento domiciliare 32.588 persone, mentre 5.503 sono ricoverate con sintomi. I pazienti in terapia intensiva sono 338 (-15). (Continua a leggere dopo la foto)









“Dal 20 febbraio al 30 aprile 2020, si sono verificati 28.561 decessi in persone positive al Covid-19; di queste 15.114 (53%) sono decedute entro il mese di marzo (il picco si è raggiunto il 28 marzo) e 13.447 (47%) nel mese di aprile”. Questo il dato dell’aggiornamento del report sul coronavirus in Italia di Istat e Iss. In aprile in Italia “contemporaneamente alla diminuzione dei casi e dei decessi Covid-19 si riduce la mortalità per il complesso delle cause. A livello nazionale i decessi totali scendono da 80.623 di marzo a 64.693 di aprile e la stima dell’eccesso di mortalità passa da un aumento medio del 48,6% di marzo (26.350 decessi in più nel 2020 rispetto alla media 2015-2019) al 33,6% di aprile (16.283 decessi in più). A diminuire è proprio la mortalità delle province ad alta diffusione”. (Continua a leggere dopo la foto)






“Uno studio in laboratorio ha rilevato parti di virus nella parte interna delle mascherine dopo 7 giorni dall’inoculo”. Lo ha spiegato Rosa Draisci, del Centro nazionale sostanze chimiche, prodotti cosmetici e protezione del consumatore dell’Istituto superiore di sanità, rispondendo a una domanda nel corso dell’audizione del presidente Iss Silvio Brusaferro alla Commissione di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati. “Si tratta di una sperimentazione che prevedeva il rilevamento dei virus nelle diverse superfici. Nella parte interna delle mascherine – ha detto Draisci – è risultato” rilevabile “fino a 7 giorni”. (Continua a leggere dopo la foto)



 

“Si tratta – ha evidenziato Brusaferro – di uno studio scientifico in ambienti protetti, non è dunque immediatamente assimilabile a situazioni normali. Costruire un setting sperimentali vuol dire tenerlo protetto da luce del sole e da altri fattori che hanno una influenza” sui risultati nella vita reale.

 

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