Venezia, cappuccino e spremuta 21 euro al bar. “Una vergogna, effetto Covid”


È risaputo, Venezia non è mai stata la patria del low cost, anche se negli ultimi giorni pare si stia proprio esagerando. La colpa è certamente da attribuire al carnefice che negli ultimi mesi ha stravolto la normalità di gran parte del mondo: il Covid-19. A causa delle severe restrizioni che permeano anche questa fase 3,  avuta inizio mercoledì 3 giugno, a Venezia come nella maggior parte dei locali pubblici come bar, pub e ristoranti, non è possibile consumare al banco. Questa, infatti, è la vicenda accaduta ad un uomo, un lavoratore della zona piazza San Marco, che, dopo aver sorseggiato cappuccino e spremuta, si è ritrovato faccia a faccia con un conto salatissimo. (Continua a leggere dopo la foto)









Lo scontrino battuto ha riportato la cifra di ventuno euro. Un prezzo dovuto all’incombenza di dover consumare al tavolo piuttosto che al banco, viste e considerate le restrizioni concernenti il distanziamento, facenti parte delle normative anti-Coronavirus. Il locale in questione è l’Illy Caffè dei Giardini Reali e non ha sede proprio in piazza San Marco, si distanzia un centinaio di metri dalle colonne di San Marco e Todaro.  Dopo il declassamento economico subito negli ultimi mesi, l’Illy Caffé dei Giardini Reali aveva dichiarato di voler riaprire i battenti per i veneziani. Mettendo così da parte l’approccio turistico.  L’uomo vittima dell’esoso conto ha affermato con convinzione: «Se questi sono i prezzi ci andranno solo i turisti». Ad intervenire sulla vicenda per dire la propria anche il segretario del Psi di Venezia Luigi Giordani che sentenzia: «Una vergogna».
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Dodici euro per una spremuta e ben nove per un cappuccino. Prezzi sicuramente non rivolti ai veneziani e perfino più alti del Caffè storico Al Todaro, che sbuca proprio sul molo di San Marco. Lì, godendo della vista di San Giorgio e comodamente seduti ai tavolini, da menù il cappuccino costa sette euro e la spremuta ne costa nove, per un tot di 16 euro. Sicuramente non è una novità che si accendano polemiche a causa dei prezzi esorbitanti di Venezia. La novità risiede nel fatto che non fosse ancora successo all’Illy Caffé dei Giardini Reali. Un commento è stato rilasciato anche da Alessandra de Gaetano, retail director di Illy Caffè: «C’è dispiacere per quanto accaduto, episodi simili non devono succedere. Forse c’è stato un momento di stress al banco e gli operatori non hanno fornito tutte le informazioni che avrebbero dovuto dare. Per il divieto di assembramenti non possiamo servire al bancone oltre un certo numero di clienti, per il contingentamento».

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