Estate: vacanze in Italia, scattano aumenti pesanti. Quanto spenderemo in più


Come sarà il turismo italiano in epoca di Coronavirus? “I primi fattori propulsivi deriveranno dal turismo domestico, il nostro turismo tornerà quello degli albori, quando nel secondo Dopoguerra si rivelò come fenomeno prevalentemente italiano”. Così pochi giorni fa il centro studi del Touring Club Italiano ha ipotizzato una ‘fotografia’ di come sarà l’estate 2020.

Dal 1958, primo anno della rilevazione sistematica dei flussi da parte dell’Istat a metà degli anni 80, infatti, circa il 70% delle presenze che si registravano in Italia riguardavano il turismo dei nostri connazionali. È soltanto negli ultimi 35 anni che si è sviluppato notevolmente il mercato incoming che oggi costituisce più della metà del nostro turismo (50,5% delle presenze totali). Dopo i rincari dei bar e dei parrucchieri, ora arriva anche la stangata di mezzi di trasporto e case vacanza. A lanciare l’allarme è il Codacons, secondo cui l’emergenza coronavirus potrebbe avere effetti a cascata sui listini turistici e sui prezzi di beni e servizi tipici del periodo estivo. (Continua a leggere dopo la foto)









Ipotizzando uno scenario in cui ad agosto gli aerei potranno partire con un numero limitato di passeggeri per garantire le distanze minime a bordo, gli ombrelloni saranno distanziati in spiaggia e vi saranno limiti alle presenze presso strutture ricettive, ristoranti e altri locali pubblici, secondo l’elaborazione del Codacons una vacanza di 10 giorni arriverebbe a costare complessivamente il 20% in più rispetto allo scorso anno. (Continua a leggere dopo la foto)






“Aumenti inevitabili e legati ad un doppio fattore – spiega il presidente Carlo Rienzi – Da un lato attività ed esercenti dovranno fare i conti con nuovi costi legati al coronavirus, come quelli per sanificazione e sicurezza dei locali, inesistenti fino allo scorso anno; dall’altro il rispetto delle distanze minime in spiaggia come in aereo, provocherà un limite alle presenze e quindi una riduzione dei ricavi per società e imprese turistiche, a fronte di costi di gestione sempre più elevati. Un cortocircuito che, inevitabilmente, finirà per avere conseguenze sui prezzi e sulle tariffe praticate al pubblico, determinando una maggiore spesa a carico di chi si concederà questa estate una vacanza”. (Continua a leggere dopo la foto)



 

La spesa procapite per la villeggiatura passerebbe così dai 736 euro del 2019 agli 898 euro del 2020, in piena era coronavirus, con un incremento di circa 162 euro a persona. In particolare si prevedono forti rincari per i biglietti aerei e per i traghetti (con tariffe che potrebbero crescere fino al 100%), per i listini delle strutture ricettive (alberghi, case vacanza, villaggi turistici, ecc.) e degli stabilimenti balneari, ma costerà di più anche mangiare al ristorante e godere di alcuni servizi tipici del periodo estivo.

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