Serena Mollicone, morto il padre Guglielmo. Una vita alla ricerca della verità


Guglielmo Mollicone, il padre di Serena, la giovane di Arce uccisa nel 2001, è morto nel pomeriggio del 31 maggio, 19 anni fa dalla scomparsa della figlia, avvenuta il primo giugno del 2001, a Veroli, in provincia di Frosinone. L’uomo, colpito da un infarto il 26 novembre scorso, da allora era ricoverato in una struttura di lunga degenza. “Finisce la vita di Guglielmo ma non la sua istanza di giustizia” ha detto l’avvocato Dario De Santis, legale del papà di Serena.

L’avvocato gli è sempre stato vicino e ha portato avanti la sua battaglia per la verità. L’annuncio è stato dato anche dalla pagina Facebook di ‘Chi l’ha visto?, il programma di Federica Sciarelli che in questi anni si è occupato del caso Mollicone. Serena Mollicone scomparve da Arce il primo giugno 2001 e il suo corpo senza vita, con le mani e i piedi legati e la testa stretta in un sacchetto di plastica, venne trovato due giorni dopo in un boschetto ad Anitrella. (Continua a leggere dopo la foto)









L’omicidio della 18enne sembrava destinato a restare un mistero, ma la Procura di Cassino non ha mollato e le indagini hanno ripreso vigore nel 2008 quando, prima di essere interrogato, il brigadiere Santino Tuzi si tolse la vita. Gli investigatori ipotizzarono a quel punto che il militare si fosse ucciso perché terrorizzato dal dover parlare di quanto realmente accaduto nella caserma dell’Arma di Arce. (Continua a leggere dopo la foto)






I responsabili, a distanza di 18 anni, non sono stati ancora condannati nonostante siano state indagate numerose persone, tra questi proprio il carabinieri Franco Mottola, la moglie e il figlio. Secondo gli accertamenti del RIS, infatti, l’omicidio è avvenuto all’interno della caserma dei carabinieri di Arce, e nell’aprile 2019 si sono chiuse le indagini con la richiesta di rinvio a giudizio di 5 persone tra cui 3 carabinieri. L’udienza preliminare si è svolta il 13 novembre 2019 davanti al GUP di Cassino Domenico Di Croce, che l’ha rinviata al 15 gennaio 2020, per un difetto di notifica alla vedova del brigadiere Santino Tuzi. (Continua a leggere dopo la foto)



 

Il maresciallo Franco Mottola, la moglie Annamaria e il figlio Marco sono accusati di omidicio aggravato. Il sottoufficiale Vincenzo Quatrale è indagato per concorso in omicidio ed il carabiniere Francesco Suprano per favoreggiamento. Secondo la ricostruzione del delitto, a colpirla sarebbe stato il figlio di Mottola, Marco, probabilmente facendo sbattere la testa di Serena contro una porta all’interno della caserma. 
 

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