Tragedia dell’aria, l’aereo si è schiantato al suolo: carbonizzate le persone a bordo


Due morti nell’aereo ultraleggero precipitato in fiamme questa mattina fra Nettuno e Latina in zona Grugnole. Il velivolo monomotore biposto a tre assi era decollato poco prima dell’aviosuperficie Ali, di Nettuno, molto utilizzata anche dai paracadutisti. L’aereo ad ala bassa è caduto fra via Grugnole e via Acciarella, nelle vicinanze del lago usato come punto di riferimento dai piloti diportisti della zona.

Gli accertamenti sono affidati ai carabinieri di Anzio e Nettuno. Testimoni hanno riferito di avere visto fiamme uscire dal vano motore mentre il velivolo precipitava nei pressi della scuola di paracadutismo Crazy Fly in via Grugnole, più a ridosso della costa rispetto all’aviosuperficie. Continua dopo la foto









Pochi giorni fa un ultraleggero era precipitato nel Tevere. Morto l’allievo, l’insegnate ha raccontato al Messaggero i momenti concitati vissuti prima della caduta nel Tevere. “Daniele pilotava l’aereo, ma dopo il decollo è successo qualcosa, ho udito un tonfo, gli ho tolto i comandi dalle mani e ho tentato un atterraggio d’emergenza”. Secondo la ricostruzione dei drammatici momenti che hanno preceduto l’inabissarsi del velivolo nel fiume, l’istruttore ha spiegato che “Daniele non rispondeva a nessuna delle mie domande”. Continua dopo la foto






Per far luce sulle cause che hanno provocato il decesso, per capire se il ventitreenne sia morto sul colpo o per annegamento, si attendono i risultati dell’autopsia. L’aereo Diamond DA20 biposto è decollato dall’aeroporto di Roma Urbe per un’esercitazione poco prima delle ore 15 del 25 maggio scorso. Durante la seconda manovra è successo qualcosa, l’istruttore ha raccontato di aver udito un rumore, e volendo controllare di cosa si trattasse, ha chiesto al ragazzo di lasciargli i comandi. Continua dopo la foto



 


Una doppia funzionalità che per essere utilizzata ha però necessità dall’assistente di volo, il pilota lasci la propria. Ma Daniele secondo Cito “non rispondeva alle mie domande, ho dovuto togliergli le mani dalla cloche”. Nel frattempo, il velivolo sarebbe diventato ingestibile, fino allo schianto nel Tevere. Una volta nel Tevere, l’aereo si è inabissato in breve tempo: mentre l’istruttore è riuscito a liberarsi e ad uscire dall’abitacolo, Daniele non è riemerso in superficie. In un primo momento è stato dato per scomparso: i vigili del fuoco lo hanno cercato giorno e notte, scandagliando il fondale del Tevere. L’aereo è stato rinvenuto all’alba del giorno dopo, dentro c’era il corpo senza vita del ragazzo, seduto ancora alla sua postazione. L’ipotesi è che sia rimasto bloccato dalla cintura di sicurezza, sul caso sono in corso le indagini della Procura di Roma, dopo l’apertura del fascicolo per omicidio colposo.

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