Coronavirus, ecco cosa non potremo ancora fare a partire dal 3 giugno


La fase di convivenza con il virus richiede ancora molti accorgimenti. Le linee guida sono indispensabili per la salute della collettività e ancora molti saranno gli aspetti da tenere in considerazione per far fronte alla tutela e la sicurezza di tutti. La priorità vede ancora l’utilizzo di mascherine, guanti,  nonché il divieto di assembramento, ma cosa non si potrà continuare fare a partire dal prossimo 3 giugno?

Una data importante quella fissata per il prossimo 3 giugno, che vedrà la possibilità di libera circolazione in Italia, ad inclusione di chi farà ritorno dall’estero. Proprio questi i casi che non dovranno più sottostare all’obbligo della quarantena. Come sottolineato da Il Corriere della Sera e ribadito più volte in ogni nota resa pubblica dall’Istituto Superiore di Sanità, nonostante gli spostamenti tra Regioni: “Non sarà ancora, però, un liberi tutti”. (Continua a leggere dopo la foto).









Alla luce di questo, rimangono ancora vigili i divieti che influenzeranno la vita quotidiana di ogni singolo cittadino, sempre per l’unico e doveroso impegno responsabile che vede la necessità prima di contenere il contagio da coronavirus, impedendo che la diffusione del Covid-19 possa tornare in una seconda e insostenibile ondata. (Continua a leggere dopo le foto).

 

 

 








Come riportato su Il Corriere, 10 sono le cose che non potremo ancora fare a partire dal 3 giugno. Primo tra tutti, assembramenti e affollamenti, anche in casa. Rimane l’obbligo del distanziamento sociale anche all’aperto, una distanza che va mantenuta normalmente di 1 metro, ma anche 2 per lo svolgimento delle attività fisiche. La mascherina non deve mai mancare a nessuno, evitando di toccarla troppo spesso. No agli abbracci e ai baci, fatta eccezione per i congiunti. Particolare attenzione ancora verso gli anziani. (Continua a leggere dopo le foto).

Poi i guanti che diventano obbligatori quando si acquistano generi alimentari così come nei negozi e mai rifiutare la misurazione della temperatura corporea che, laddove raggiunga i 37,5 andrebbe ancora a vietare l’accesso in molti luoghi pubblici. Le prenotazioni rimangono obbligatorie sia per parrucchiere che per la palestra senza prenotazione. E se ci venissero chieste le generalità, al fine di tracciare un eventuale contagio, rimane doveroso fornirle. Viaggiare? Si, ma solo nei Paesi che accettano gli italiani.

Coronavirus, neonato morto: positivi anche i fratellini, 70 persone in isolamento

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@caffeinamagazine.it