Coronavirus, la speranza nel dato più preoccupante: morti, guariti e nuovi positivi


Meno di 500 persone in terapia intensiva, per la precisione 489. Il numero non era così basso dal 7 marzo, quando il dato aveva iniziato a salire a causa dell’espansione del virus. Un dato che preoccupava, viste le condizioni dei pazienti che si trovano ricoverati in questi reparti. Le persone attualmente positive sono meno di 50mila, ma i morti sono ancora tanti, anche se si è torna sotto quota 100, 70 per la precisione.

Dei 593 tamponi fatti e risultati positivi al covid-19, la maggior parte sono stati registrati in Lombardia, con 382 nuovi positivi (il 64,4% dei nuovi contagi). Registrati 58 casi in Piemonte, 74 in Emilia Romagna, 21 nel Lazio, di 16 in Liguria, 12 in Veneto. Nessun caso in Sardegna, Calabria, Basilicata e Umbria. I dati sono stati diffusi nel comunicato stampa delle 18 della Protezione civile. In totale le vittime dall’inizio dell’emergenza sono 33142, registrati altri 3503 guariti che portano a oltre 150mila il totale delle persone che sono guarite dal covid-19. (Continua a leggere dopo la foto)









È ferma la posizione che il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia esprime a palazzo San Macuto, durante l’audizione davanti alla Commissione parlamentare sul federalismo fiscale e l’autonomia differenziata regionale, dedicata anche alla gestione dell’emergenza per la pandemia da coronavirus.

“Invito tutti a rileggere l’articolo 120 della Costituzione italiana, che chiarisce molto bene la disciplina: la Regione non può istituire e adottare provvedimenti che ostacolino in qualsiasi modo la libera circolazione delle persone e delle cose, né limitare l’esercizio del diritto al lavoro in qualunque parte del territorio nazionale – esordisce Boccia – Se la comunità scientifica dice che non ci sono passaporti sanitari, non ci sono: altrimenti, li avremmo tutti noi, qui, assieme alla tradizionale carta di identità”. (Continua a leggere dopo la foto)






Boccia ribadisce che “la distinzione fra cittadini che provengono da una città o da un’altra non è prevista dalla nostra Costituzione: se siamo tutti sani, ci muoviamo nel Paese come abbiamo sempre fatto. Diversa è la valutazione che porti a prevedere una fase di quarantena: ma non siamo in quella situazione e in ogni caso occorre un accordo fra le parti, fra tutte le Regioni”. (Continua a leggere dopo la foto)



 

Secondo quanto ribadito dal ministro, le Regioni non possono limitare la libera circolazione delle persone, dei mezzi e delle cose sul territorio nazionale, che è garantita dalla Costituzione. E non possono richiedere ai turisti l’esibizione di un passaporto sanitario che attesti la salute del singolo cittadino (come richiesto dal governatore della Sardegna Solinas) per la semplice motivazione che in Italia il passaporto sanitario non esiste.

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