Coronavirus, tornano a salire morti e numero di nuovi contagi


Coronavirus, chi sperava di proseguire nel caso di morti e contagi senza scossoni, purtroppo sarà deluso per i dati diffusi oggi: il numero di vittime quotidiane torna sopra le 100 unità e il numero dei nuovi contagi aumenta per i dati della Lombardia, che raddoppia in un solo giorno. Dei 584 tamponi positivi rilevati oggi, la maggior parte sono in Lombardia, con 384 nuovi positivi (il 65% dei nuovi contagi di oggi). In terapia intensiva si trovano oggi 505 persone, 16 meno di ieri. Sono ancora ricoverate con sintomi 7729 persone, 188 meno di ieri. In isolamento domiciliare 42732 persone (-1772 rispetto a ieri).

I guariti raggiungono quota 147101, per un aumento in 24 ore di 2443 unità (ieri erano state dichiarate guarite 2677 persone).
Il calo dei malati (ovvero le persone attualmente positive) è stato pari a 1976 unità (ieri erano stati 2358) mentre i nuovi contagi rilevati nelle ultime 24 ore sono stati 584 (ieri 397). Questi due dati vanno sempre analizzati considerando il fatto che sono strettamente collegati al numero di tamponi fatti. Oggi sono stati fatti 67324 tamponi (ieri 57674). Intanto, sul vaccino interviene Robert Gallo, virologo e immunologo americano co-scopritore, a metà degli anni ’80, dell’Hiv come causa dell’Aids, a SkyTg24. “Credo che saremo esposti ad altri ceppi del virus e temo che l’immunità generata dal vaccino non sia duratura, perché ravvisiamo analogie tra i peplomeri di questo virus e quelli dell’Hiv. E gli anticorpi nel caso dell’Hiv non sono duraturi”. Continua dopo la foto









E ancora: “Ritengo sia possibile contrarre il coronavirus una seconda volta, a meno che l’immunità ottenuta dalla prima infezione non riesca a rispondere a tutte le varianti del virus e a meno che l’immunità non sia duratura. Se l’immunità fosse duratura, cosa che non possiamo sapere, e fosse ampia e comprendesse tutte le varianti del virus, allora non lo contrarremo di nuovo, ma non credo sia molto probabile”. Continua dopo la foto






“Quello che hanno in comune il coronavirus e l’Hiv – argomenta Gallo – sono tutti gli aspetti e gli insegnamenti di una pandemia. C’è sempre un lato positivo nella tragedia. Con l’Hiv ci sono stati molti lati positivi a livello scientifico, ma anche sociale: il maggiore coinvolgimento degli Stati Uniti con l’Africa in fatto di salute pubblica per prima cosa, poi la maggiore compressione e tolleranza verso le diversità nella sfera sessuale delle persone”. Continua dopo la foto



 


Poi conclude: “Spero che questa pandemia da coronavirus porti negli Stati Uniti maggiore unità, spero anche che la pandemia conduca a maggiore interazione a livello scientifico e medico tra le nazioni. Finora non l’ho visto – conclude – ed è l’aspetto più deludente, specie nei nostri rapporti con la Cina”.

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