Zero morti per coronavirus in Lombardia? “Non è così”, spuntano i dati


L’emergenza coronavirus sembra rientrare. La situazione, da quando le misure del lockdown sono state allentate, non sembra peggiorare. Ma è ancora presto per essere ottimisti. Anche perché sono successe cose “strane”. Due giorni fa l’aggiornamento dei dati della Regione Lombardia aveva stupito: si era parlato di zero decessi nella regione. La notizia era stata ottima ma quel dato va preso con le pinze, così avevano fatto sapere nella mattinata di lunedì 25 maggio l’assessore Gallera e il governatore Fontana.

Sì, il dato era ufficiale ma i due avevano precisato di andare cauti. In tanti si sono chiesti: come è possibile che i morti fossero scesi così tanto considerando che fino al giorno prima erano stati registrati 56 decessi? Un dubbio lecito. Come scrive Il Giornale di Brescia, la smentita ai dati sarebbe arrivata dal report dell’Ats di Brescia, che riporta invece due decessi che risalgono a domenica 24 maggio. Continua a leggere dopo la foto









Uno dei due sarebbe morto in ospedale, l’altro in una Rsa. Ed è il primo dato che fa dubitare del dato dell’altro giorno ufficializzato dalla Regione Lombardia. Ma non è l’unico. Anche il report dell’Ats del 25 maggio indica anche 50 positivi in più rispetto al giorno prima, mentre la regione ne aveva comunicati solo 3. Insomma, qualcosa non torna e questi dati discordanti non fanno che creare ulteriore confusione. Continua a leggere dopo la foto






La situazione generale, comunque, è decisamente migliorata. E c’è chi si sente ottimista: “Siamo al 52esimo giorno consecutivo di calo dei ricoveri in terapia intensiva per Covid-19 in Italia, da 553 a 541, e siamo ormai al 13.26% del picco”. E “dalla riapertura del 4 maggio, non ci sono segni di ritorno di fiamma del virus”: sono i trend positivi evidenziati dal virologo Guido Silvestri, docente alla Emory University di Atlanta. Continua a leggere dopo la foto



 

Sul suo spazio Facebook che ha chiamato “Pillole di ottimismo” ha scritto: “come mi fanno notare i colleghi intensivisti, è possibile che la fase finale di questo declino sia lenta se le degenze residuali sono lunghe. Scende anche il numero dei ricoveri totali e dei casi attivi (da 55.695 a 55.300, quindi di altre 1.395 unità)”. Insomma, Guido Silvestri si sbilancia con l’ottimismo. Speriamo che abbia ragione.

Coronavirus, ottimismo di Silvestri: “Niente segni di ritorno di fiamma del virus”

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