Addio contanti, il governo fa pressione: cosa cambia per consumatori ed esercenti


L’emergenza sanitaria ha sicuramente rimarcato una crisi, che adesso non rimane più circoscritta alla sanità, andando a toccare ogni aspetto di quella che sembrava essere la vita quotidiana di tutti. Tra misure di sicurezza e distanziamento sociale, anche l’Italia ha dovuto ripensare al modo di ripartire nel miglior modo. E anche l’addio ai contanti segna l’inizio di un’era delle App.

Come si legge si Il Paragone, si abbasserà da 3mila a 2mila euro la soglia per l’uso del contante. In tal modo, il credito d’imposta graverà del 30% sulle commissioni pagate dai negozianti per l’utilizzo dei Pos. In relazione a questo, Dario Aquaro e Cristiano Dell’Oste si sono espressi su Sole 24 Ore: “Il costo per l’utilizzo della moneta elettronica, a seconda dei casi, varia da ‘zero virgola’ ad alcuni punti percentuali, ma oltre il costo vanno valutati i tempi di accredito”. (Continua a leggere dopo la foto).








E sempre su Sole 24ore si legge che:  “Se a marzo e aprile il lockdown ha fatto crollare gli acquisti in negozio – mandando in negativo tutto il primo quadrimestre – a gennaio e febbraio le transazioni erano ancora in crescita, del 10,5% e del 17,3% su base annua. Negli ultimi tempi, comunque, sta prendendo piede un nuovo modello ‘senza plastica’. Nel mondo si stanno già incentivando le soluzioni device-free, cioè i pagamenti con riconoscimento facciale (come fa Alipyay in Cina)”. (Continua a leggere dopo la foto).






I contanti potrebbero messi da parte per un bel po’ di tempo, per lasciare spazio allo smartphone, laddove già a partire dall’anno scorso i mobile payment in negozio hanno raggiunto quota 58 milioni, per un valore di 1,83 miliardi, secondo l’Osservatorio del Politecnico di Milano. Via libera, dunque, ai pagamenti con smartwatch e wearable, ovvero gli apparecchi ‘indossabili’, come un braccialetto “che nel 2019 hanno toccato i 70 milioni di euro”. (Continua a leggere dopo la foto).



Pare, che se da un lato i consumatori tenderanno a beneficiare di un mezzo tracciabile, dall’altro a pagare il duro prezzo saranno proprio gli esercenti, che prima o poi arriveranno ad aver bisogno dei contanti. E sempre su  Sole24: “La prossima partita si giocherà in termini di crescita della diffusione e dell’utilizzo dei pagamenti digitali. Un ruolo – in questa partita – ce l’avrà anche il meccanismo del cashback ‘di Stato’, previsto dall’ultima manovra e destinato a scattare dal 2021. Le istruzioni sono ancora da scrivere (il termine ordinatorio per il Dm dell’Economia è scaduto il 30 aprile)”.

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