“Pronti a richiudere tutto”. Il comitato tecnico-scientifico mette le mani avanti


Ci hanno finalmente dato la possibilità di uscire e di tornare alla vita normale. Quasi normali diciamo. Il problema è che la situazione sta sfuggendo di mano. La gente è uscita ed esce. Fin troppo. I giovani vanno a fare l’aperitivo, escono dopo cena, vanno nei pub, nei bar, in giro. E lo fanno con troppa nonchalance, come se l’epidemia non ci fosse mai stata. Come se tutto fosse normale. Ma non lo è. Tutta questa movida, tutta questa leggerezza fanno male.

E aumentano il rischio che l’epidemia torni presto, già a giugno. Con la conseguenza che si richiuderebbe di nuovo, ma stavolta solo nelle regioni più colpite. Come si legge su Repubblica, gli esperti del Comitato tecnico scientifico temono che quanto sta accadendo, soprattutto nelle piazze e nelle strade dove si ritrovano i ragazzi, possa far risalire i contagi. Ma gli esperti si preoccupano anche per il sud dove, tra spiagge e movida, la situazione potrebbe precipitare. Continua a leggere dopo la foto









E sarebbe un guaio. Anche perché per ora il sud non è stato flagellato dal virus e sarebbe un problema se la tendenza si invertisse. Ma ora i tecnici, che da tempo si vedono per organizzare la riapertura, sono davvero preoccupati. Ma cosa li preoccupa? In fondo i fati per il momento non sono così drammatici. Ma gli esperti hanno paura dei comportamenti superficiali delle persone. Le mascherine abbassate e gli assembramenti, per esempio. Che potrebbero avere effetti disastrosi. Continua a leggere dopo la foto






Comportamenti che per il momento non farebbero innalzare la curva più di tanto. Ma il rischio che i numeri risalgano c’è. E potrebbero tornare a salire a giugno, come successo a Seul. Dal 3 giugno, poi, in Italia, si potrà anche circolare tra regioni diverse e si spera che nessuna venga bloccata. Il ministro della Salute Roberto Speranza, ha fatto sapere il responsabile degli Affari regionali Francesco Boccia, valuterà la situazione e proporrà la sua strategia al Consiglio dei ministri. “Il criterio per la riapertura sarà il numero dei contagi”, ha detto Boccia. Continua a leggere dopo la foto



 

Ma gli esperti avevano già manifestato la loro incertezza sull’apertura totale dello scorso lunedì. Avrebbero preferito che le cose fossero fatte gradualmente. “Vediamo quello che succede ai dati, se qualcosa va storto si richiude”, è quanto è stato detto durante l’ultima riunione del Cts. Ma speriamo proprio che una nuova chiusura non serva.

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