Travolto da un auto pirata mentre era un bici, papà Dino lascia 3 figli


In manette l’uomo che ha ucciso Dino Coccia, il ciclista padre di 3 figli morto sul colpo dopo essere stato travolto mentre era in sella a una bicicletta da un’auto a Stella di Monsampolo. A mettere le manette ai polsi dell’uomo, un 27 che era alla guida di un auto di colore rosso bordeaux, un suv di medie dimensioni con ha riporatto danni nella parte anteriore e che poi ha tirato dritto, la polizia di Ascoli

L’automobilista non si è fermato a prestare soccorso a Dino Coccia e a sincerarsi di quanto accaduto ma ha fatto perdere le proprie tracce. L’incidente è avvenuto in via Colombo, una delle strade principali della frazione monsampolese, quella che collega la Salaria al centro abitato allo svincolo della superstrada Ascoli – Mare. L’impatto è avvenuto lungo la corsia in direzione nord, all’altezza della ex Imt oggi Cisa. Continua dopo la foto









Come Dino Coccia Tiziana Marzin 58 anni, funzionaria di cancelleria al Tribunale di Venezia per la morte della quale sono in corso accertamenti per ricostruire dinamica ed eventuali responsabilità per l’incidente stradale avvenuto mercoledì sera. La donna, residente a Spinea, dove risiedeva da sola, si trovava in sella alla sua bicicletta lungo la camionabile, all’altezza di Crea, quando è stata investita da un’automobile, che si è subito fermata a prestare i soccorsi. Continua dopo la foto






Tiziana Marzin è stata trasportata all’ospedale all’Angelo in gravi condizioni, ed è morta nel pomeriggio di venerdì. Le indagini sono condotte dai carabinieri, intervenuti sul luogo dell’incidente assieme all’ambulanza del Pronto soccorso. La data dei funerali non è stata ancora fissata, in attesa che il magistrato di turno decida se disporre l’autopsia per accertare le cause della morte. Continua dopo la foto



 


Tiziana Marzin prestava servizio alla Cittadella della giustizia di piazzale Roma, nella cancelleria penale del Tribunale, dove ha lavorato per più di trent’anni. Nella sua lunga carriera aveva prima prestato servizio al Tribunale civile, poi a lungo aveva lavorato a Mestre, negli uffici dell’allora pretura, in viale San Marco, per poi approdare alla Cittadella di piazzale Roma.

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