Mondo del giornalismo in lutto: trovato morto in un dirupo. Il dolore dei colleghi: “Una perdita grave”


Un grave lutto ha colpito l’intero mondo del giornalismo. All’età di 59 anni è morto il giornalista e corrispondente dall’estero de Il Sole 24 ore, Stefano Carrer. Non si avevano più notizie di lui da mercoledì scorso, quando aveva deciso di fare una passeggiata sui monti di Pigra, un borgo che si trova sul Lago di Como. Dalla sua uscita in poi si erano perse le sue tracce e le ricerche, avviate dopo la sua scomparsa, hanno quindi fatto la terribile scoperta del ritrovamento del suo cadavere.

Il corpo dell’uomo è stato rinvenuto in un dirupo nel pomeriggio di ieri, venerdì 22 maggio. Disposta immediatamente l’autopsia per capire le cause del suo decesso e per cercare quindi di comprendere cosa sia successo. Carrer era nato a Como e nella stessa città aveva frequentato il liceo classico ‘Volta’. Successivamente si era laureato in Giurisprudenza. Dopo il conseguimento della laurea, aveva iniziato i suoi studi per entrare a far parte del giornalismo. (Continua dopo la foto)








La sua carriera in questo settore è iniziata con i periodici del gruppo Monti. In seguito, si è recato negli Stati Uniti, a New York, dove ha lavorato come corrispondente per Il Sole 24 ore. La sua esperienza professionale è proseguita alla Rizzoli-De Agostini ed è poi tornato in via definitiva a Il Sole 24 ore. Qui era stato assunto 27 anni fa, nel 1993. Ha profuso tutto il suo impegno con il giornale economico più importante in Italia ed ha quasi sempre lavorato come corrispondente estero. (Continua dopo la foto)






Nel 2008 è stato in Asia e dal 2013 al 2018 in Giappone, nella capitale Tokyo. Autorevoli le sue analisi di finanza internazionale sulla rubrica ‘Pianeta Asia’. Il 59enne era sempre in grado di trasmettere in modo empatico ciò che voleva raccontare ai suoi lettori, anche se era contraddistinto dal rigore. Cercava sempre l’oggettività dei fatti, rappresentati in particolar modo dai numeri, e non c’era mai la presenza della freddezza nei suoi lavori. Importante anche un’altra sua avventura. (Continua dopo la foto)



Nel 2011 era stato uno dei primi a raggiungere Fukushima dopo il disastro nucleare. La sua salma è stata recuperata 36 ore dopo la sua sparizione dal Soccorso Alpino e dai Vigili del Fuoco. Piena di sconforto e dolore la redazione de Il Sole 24 ore. Il collega Attilio Geroni ha detto: “L’ultima volta che l’ho visto è stata la settimana scorsa in videoconferenza: capelli lunghi e barba da quarantena, prima dell’inizio della fase 2”. E Fabio Tamburini: “Per questo giornale è una perdita grave, arrivato al capolinea troppo presto”.

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