Italia in lutto, addio a una delle menti più illuminate del Paese: “È morto serenamente con accanto i suoi cari”


Lo storico Vincenzo Cappelletti, tra i massimi studiosi italiani del pensiero scientifico, alla guida dell’Istituto Treccani dell’Enciclopedia Italiana per 32 anni, è morto questa mattina all’ospedale Gemelli di Roma per le complicazioni seguite ad un intervento chirurgico, dopo il ricovero avvenuto lo scorso 28 aprile. Aveva 89 anni. “E’ morto serenamente con accanto i suoi cari”, hanno detto i due figli, Andrea e Claudia, all’Adnkronos. I funerali si terranno sabato prossimo, alle ore 11, nella chiesa romana di Santa Chiara.

Nato a Roma il 2 agosto 1930, laureato in medicina e filosofia, Cappelletti è stato professore di storia della scienza dal 1968 al 1971 all’Università di Perugia, dal 1972 all’Università di Roma “La Sapienza” e dal 1993 all’Università Roma Tre fino al 2002, quando è andato in pensione. Nel 1956 ha fondato con Aldo Ferrabino “Il Veltro, rivista della civiltà italiana”, che ha diretto fino ad anni recenti. Sempre nel 1956 Cappelletti inizia a collaborare con l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani, fino a diventarne, nel 1969, vicedirettore generale, quindi, nel 1970, direttore generale, carica che manterrà fino al 1992. Questo periodo, vedrà una progressiva affermazione sia in campo nazionale che internazionale dell’Istituto, con un forte incremento nella produzione delle opere nonché l’apertura di nuovi ed innovativi progetti editoriali. (Continua a leggere dopo la foto)







Roma, 5 marzo 2001- Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi osserva il volume “Il Libro dell’Anno” curato dall’Istituto dell’Enciclopedia Italiana con il Prof. Vincenzo Cappelletti, il Presidente Francesco Paolo Casavola e l’Amministratore Delegato della Mondadori Maurizio Costa.
(Foto di Enrico Oliverio Ufficio Stampa Presidenza della Repubblica

Nel 1993 è stato nominato vicepresidente operativo e direttore scientifico, cariche che ha mantenuto fino al 2002. La stessa carica di direttore scientifico era stata rivestita negli anni ’30 dal filosofo Giovanni Gentile, poi da Gaetano De Sanctis, quindi da Aldo Ferrabino di cui Cappelletti è stato stretto collaboratore negli anni ’50.

Vincenzo Cappelletti, insignito del titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, è stato uno dei maggiori organizzatori di culturali negli ultimi 60 anni. Già condirettore della rivista di storia della scienza “Physis” e degli “Archives Internationales d’Histoire des Sciences”, è stato presidente della casa editrice Studium. Dal 1970 al 2011 è stato presidente della Domus Galilaeana di Pisa e, dal 1989 al 1997, dell’Académie Internationale d’Histoire des Sciences. (Continua a leggere dopo la foto)






Dal 1999 è stato presidente della Società Italiana di Storia della Scienza (presidente onorario dal 2011) e, dal 1997 al 2010, dell’Istituto Accademico di Roma. Inoltre, dal 2001 al 2005, è commissario straordinario dell’Istituto Italiano di Studi Germanici, quindi presidente dal 2006 al 2011, promuovendone il passaggio da istituzione culturale a ente di ricerca. Ha presieduto, inoltre, dal 1988, la Società Europea di Cultura, la Fondazione Nazionale Carlo Collodi e il Consorzio Baicr-Sistema Cultura (Biblioteche e Archivi Istituti Culturali di Roma).

Cappelletti è stato consigliere culturale e scientifico del presidente del Consiglio dei ministri nei ministeri di Francesco Cossiga e Arnaldo Forlani. Presidente, dal 1989, dell’Académie Internationale d’Histoire des Sciences e della Société Européenne de Culture, d è divenuto nel 2006 anche Presidente dell’Istituto italiano di studi germanici. Ha ricevuto nel 1991 il Premio Montaigne per l’affermazione dell’idea europea e numerosi riconoscimenti e per due volte la Medaglia d’oro al merito della cultura italiana, per gli sviluppi dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana e per la promozione degli studi di storia della scienza.

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Come studioso, Vincenzo Cappelletti si è in particolare occupato di storia della biologia e della psicologia dell’Otto e Novecento e del metodo della storiografia scientifica. Tra i numerosi scritti, si segnalano le opere principali: “Entelechía. Saggi sulle dottrine biologiche del secolo XIX” (Sansoni, 1965); “L’interpretazione dei fenomeni della vita” (Il Mulino, 1972); “Emil Du Bois-Reymond – I confini della conoscenza della natura” (Feltrinelli, 1973); “Freud. Struttura della metapsicologia” (Editori Laterza, 1973).

“La scienza tra storia e società” (Edizioni Studium, 1978); “Alle origini della philosophia anthropologica” (Guida editori, 1985); “Le scienze umane nella cultura e nella società odierne” (Edizioni Studium, 1993); “Introduzione a Freud” (Laterza, 1997); “Filosofia come scienza rigorosa. Edmund Husserl a centocinquant’anni dalla nascita” (Rubbettino Editore, 2012); “Natura e pensiero. Percorsi storico-filosofici” (Aracne Editrice, 2018). Ha curato le opere di Hermann von Helmholtz per Utet e il volume “L’Enciclopedia Italiana per l’Europa” (1992). (Continua a leggere dopo la foto)

 

La sua attività scientifica ha riguardato inizialmente la storia e l’epistemologia delle scienze biologiche nella Germania dell’Ottocento, quindi le teorie psicoanalitiche, in particolare la psicoanalisi freudiana e la psicologia analitica, nei loro rapporti con le altre discipline socio-umanistiche, fra cui l’antropologia, la politica e la filosofia. Ha anche curato opere collettane su aspetti del pensiero nonché le opere di alcuni scienziati del Settecento e dell’Ottocento, fra cui Giovanni Battista Morgagni, Emil Du Bois-Reymond, Rudolf Virchow, Hermann von Helmholtz. Quindi, dopo aver ulteriormente approfondito gli aspetti storiografici e metodologici delle scienze esatte e naturali, i suoi interessi di ricerca si sono rivolti verso la filosofia e la sociologia delle scienze, analizzando, sia dal punto di vista storiografico che epistemologico, i rapporti storico-dialettici fra scienza e società, con particolare riguardo alle scienze umane.

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