Coronavirus, scende il numero dei malati: no quello dei morti


Sono 161 i morti per Coronavirus nelle ultime 24 ore, per un totale di 32.330 decessi dall’inizio dell’emergenza. Lo rende noto la Protezione Civile. Scende ancora il numero delle persone ricoverate con sintomi, in tutto 9.624 con una diminuzione di 367 unità rispetto a ieri. In terapia intensiva si trovano 676 pazienti (-40), in isolamento domiciliare 52.452 persone. In calo anche gli attualmente positivi (62.752, -2.377), mentre aumentano i guariti (132.282, +2.881). I casi totali dall’inizio della crisi sono 227.364, in aumento di 665 da ieri. In tutto sono stati eseguiti 3.171.719 tamponi, i casi testati sono 2.038.216.

“L’ipotesi di programmare le riaperture interregionali dal 3 giugno è stata ufficializzata ma a condizione che si rispettino i dati del monitoraggio: se una regione è ad alto rischio è evidente che non può partecipare alla mobilità interregionale”. Lo ha detto il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia in audizione alla Commissione Federalismo fiscale della Camera. Continua dopo la foto









“Un paese che si rimette in cammino non poteva non avere regioni più autonome nel decidere su cosa aprire e in quanto tempo. Il governo centrale – spiega ancora il ministro – ha dato la facoltà non l’obbligo: non abbiamo detto ‘dovete aprire’, abbiamo detto ‘potete aprire a condizione che’. Autonomia significa responsabilità, ogni regione si assume la responsabilità di riaccendere gli interruttori con gradualità”. Per Boccia “è inevitabile che ci siano regioni che decidono di riaprire alcune attività qualche giorno dopo – ha aggiunto -. In una vicenda come questa non vince la fretta ma la valutazione saggia dei numeri e nessuno deve avere fretta”. Continua dopo la
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Parole a cui fanno eco quelle del presidente del consiglio Giuseppe Conte “Io non ho tenuto a bada, tutti abbiamo avuto un grande senso di responsabilità. Ognuno ha fatto il suo e sta facendo il suo. Però non è finita, eh… Chiariamolo: ora non è il tempo dei party o della movida. Abbiamo fatto saltare l’autocertificazione” perché “la curva epidemiologica è sotto controllo, però non è tempo dei party e degli assembramenti altrimenti la curva risale”. Continua dopo la foto



 


Così ha detto rispondendo alle parole di elogio e sostegno di una signora che si complimenta per la gestione dell’emergenza imbattendosi nel presidente del Consiglio all’uscita dal Senato.

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