Coronavirus, folla in strada a Bergamo: le foto choc dopo il lockdown


“Niente leggerezze durante il weekend: la mascherina e le distanze sono obbligatorie. E non è consentito andare a spasso con gli amici. Lo dico soprattutto ai più giovani, che ho l’impressione la stiano prendendo un po’ alla leggera: ragazzi, il virus non guarda in faccia a nessuno, cercate di comportarvi da persone serie!”, così il sindaco di Bergamo Giorgio Gori aveva chiesto ai suoi cittadini di non fare leggerezze alla riapertura del lockdown.

Insieme a Brescia, con quasi tremila morti, la provincia di Bergamo è stata una delle più più colpite dal coronavirus, ma questo non sembra aver spaventato i cittadini che domenica 17 maggio hanno preso d’assalto Bergamo Alta. Code alle gelaterie, gruppi di amici fuori dai bar. Piazza Pontida era piena di gente e soprattutto di giovani. (Continua a leggere dopo la foto)









“Dopo tutto il nostro dolore, queste immagini della nostra città sono veramente una vergogna. Altro che criticare i navigli” commenta Laura, cui fa eco Giorgio “i nostri morti non sono bastati”, mentre in tanti chiedono l’intervento dei vigili per i controlli e del sindaco Giorgio Gori per vigilare sulla situazione. Verso le 15 la Corsarola pullulava di gente e le foto hanno fatto il giro dei quotidiani e del web, tra lo sdegno delle persone. (Continua a leggere dopo la foto)






Tra questi il sindaco Giorgio Gori: “Domani è un giorno importante. Dopo una lunga chiusura riaprono i negozi, i bar e ristoranti: in questo video vi spiego con quali obblighi e precauzioni. Le tre parole chiave restano distanze (almeno 1 metro), mascherina (obbligatoria) e igiene. Ci sono regole da rispettare per tutti, in primo luogo per gli operatori commerciali e i ristoratori, ma il nostro senso responsabilità – di noi cittadini – sarà fondamentale. E non basta invocare i controlli: se anche avessimo il triplo degli agenti di Polizia Locale non potremmo essere dappertutto a controllare tutti. E comunque non li abbiamo. Li faremo i controlli, ma sta innanzitutto a noi». (Continua a leggere dopo la foto)



 

«E mentre stamattina – aggiunge Gori – dopo una passeggiata sui Colli, ero tornato a casa rinfrancato – non avevo incontrato una sola persona senza mascherina -, le immagini del pomeriggio, di Città Alta e di Largo Rezzara, mi hanno preoccupato e fatto arrabbiare. Non sono bastate centinaia morti nella nostra città? Vogliamo ritrovarci tra un mese di nuovo nei guai?! Ve lo chiedo di nuovo: per piacere, metteteci serietà, impegno e rigore».

 

 

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