Coronavirus fase 2, spostarsi fuori regione: la decisione del governo


Uscire dalla regione non sarà possibile a breve. Tra l’altro questa è una questione che preoccupa parecchio i vari governatori in vista della fase dell’emergenza coronavirus: con le riaperture previste dopo il 4 maggio, i proprietari di seconde case si potranno spostare dal loro territorio? E ci si potrà muovere da una regione all’altra? Sembra abbastanza chiaro, a conclusione della prima attività svolta dalla task force, che gli spostamenti continueranno a essere molto limitati, perché il Covid-19 non ha mollato la presa e, tra le città del Nord e quelle del Centro-Sud, la diffusione continua a seguire percorsi diversi.

Resteranno, dunque, limiti alla mobilità tra un territorio e un altro, così come rimarranno alcune “aree rosse”, visto che gli esperti suggeriscono di condizionare le aperture alla tenuta della sanità nei singoli territori. Ora il paradosso: ci si potrà muovere nel proprio comune e non altrove. E chi ha una seconda casa nella stessa regione potrà raggiungerla, previa richiesta e autocertificazione. (Continua a leggere dopo la foto)









A riguardo Giuseppe Conte ha dichiarato spesso che sono gli stessi cittadini a sollecitare l’attenzione su diverse questioni: dalle uscite per i bambini e gli anziani, alle difficoltà per chi ha in famiglia persone disabili, e anche ai viaggi verso le seconde case. Nei giorni scorsi, con una decisione non proprio chiara, la ministra Teresa Bellanova ha detto che sarà possibile andare a coltivare gli orti e i terreni agricoli di proprietà anche fuori comune e regione, mentre resta vietato prendersi cura degli spazi verdi nelle seconde case. (Continua a leggere dopo la foto)






Si tratta di una scelta che ha creato qualche confusione. In tanti si sono chiesti se sia normale lasciare in stato di abbandono le abitazioni fuori residenza, con bollette che restano inevase e la manutenzione che va comunque fatta. È chiaro, dunque, che la questione aprirà un dibattito vivace, sebbene l’esecutivo debba tenere in considerazione le indicazioni che arrivano dalle amministrazioni locali e che temono “le fughe” dal Nord ancora in pieno contagio. (Continua a leggere dopo la foto)



 


Cosa significa? L’idea resta quella di stabilire regole nazionali e omogenee, sapendo bene che dalla prossima settimana non sarà un “tana libera tutti”, ma che le piccole libertà dovranno essere protette con mascherina obbligatoria e guanti. E senza corse nel “buen retiro”, che rischiano di aumentare la diffusione del Covid-19. È ancora attuale l’appello al buonsenso che era stato lanciato dal Trentino e dalla Valle D’Aosta, dove si è registrato un costante afflusso di proprietari di seconde case che, riuscendo a superare i controlli, erano arrivati nei vari Comuni montani per trascorrere la quarantena. Il risultato è stato: diffusione del contagio e piste da sci chiuse.

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