Coronavirus, boom di guariti. Meno morti ma numero resta alto


Oltre 25mila morti in Italia per coronavirus. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 437 decessi, secondo i dati diffusi dalla Protezione Civile. Il totale dall’inizio dell’emergenza è 25085. Spicca il dato record di guariti: altri 2943, per una cifra complessiva di 54543. I casi attualmente positivi sono 107699, con un lieve calo (-10) rispetto a ieri. Diminuiscono anche i ricoverati, che sono 23805 (-329) e i pazienti in terapia intensiva: sono 2384 (-87). In isolamento domiciliare sono segnalate 81510 persone (+406).

La fase due dell’emergenza coronavirus, che segnerà l’inizio della fine del lockdown, partirà dal 4 maggio, ma sul tavolo del governo, a quanto si apprende, c’è anche l’ipotesi di rimettere in carreggiata le attività produttive che sono in grado di garantire la massima sicurezza ai propri dipendenti già a partire dal prossimo 27 aprile. Non si tratterebbe, dunque, solo di estendere la cosiddetta lista Ateco in capo al ministero dello Sviluppo economico, “ma consentire a chi è nelle condizioni di farlo” di riaprire i battenti, l’idea che sarebbe stata avanzata, riferiscono fonti di governo, da Vittorio Colao nel corso della conference call ‘allargata’ di questa mattina con la regia di Palazzo Chigi. Continua dopo la foto









“Ogni valutazione dovrà essere affrontata con le parti sociali, per il momento si tratta di una possibilità”, chiarisce la stessa fonte all’Adnkronos. Nel governo però c’è chi nutre diversi dubbi, riconoscendo le difficoltà nell’individuare chi sia realmente pronto a ripartire: “È un gran casino”, riconosce uno dei ministri presenti alla riunione. Perché oltre a individuare i requisiti necessari – dagli spazi nei reparti, ad esempio, ai dispositivi di protezione individuale contro il coronavirus- c’è da considerare il braccio di ferro con i sindacati che una decisione di questo tipo potrebbe innescare. Continua dopo la foto






“Quelle sul tavolo sono solo ipotesi – afferma infatti la stessa fonte – al momento di certezze non ce ne sono”. Intanto, sullo sfondo, resta il grande problema legato alle scuole chiuse. A chi lasceranno i propri figli i 2,8 milioni di lavoratori che dal 4 maggio torneranno ai loro posti di lavoro? Questo uno degli interrogativi a cui il governo dovrà dare una risposta. E’ intanto iniziato il confronto tra il presidente del Consiglio e i leader di sindacati e imprese. Al centro della nuova conference call la strategia complessiva ideata dal governo, dalla scuola ai trasporti, e i tempi e i modi della riapertura delle imprese. Continua dopo la foto



 


Al tavolo oltre ai segretari generali di Cgil Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, siedono anche i vertici di Confindustria, il presidente uscente Vincenzo Boccia e il Dg Marcella Panucci e quelli di tutte e altre associazioni datoriali. Per il governo, invece, oltre a Conte siedono per ora anche il ministro dello Sviluppo, Stefano Patuanelli,il ministro della Salute, Roberto Speranza e il ministro delle Infastrutture, De Micheli. La cabina di regia sulla Fase 2 tra governo, Regioni e Comuni si terrà invece questa sera alle 19, prima del Consiglio dei ministri e subito dopo il confronto con le parti sociali. Alla cabina di regia prenderanno parte anche il ministro della Salute Roberto Speranza e il ministro per le Autonomie Francesco Boccia.

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