Coronavirus, ancora troppi morti. Ma calano gli attualmente positivi


Prosegue l’andamento positivo del contenimento dell’epidemia da coronavirus anche se il dato delle vittime resta sempre allarmante.
Nelle ultime ventiquattr’ore sono morte 534 persone (ieri le vittime erano state 454), arrivando a un totale di decessi 24.648. Secondo i dati diffusi oggi (21 aprile) dalla Protezione civile, i guariti raggiungono quota 51.600, per un aumento in 24 ore di 2.723 unità.

Ieri, invece, erano state dichiarate guarite 1.822 persone. In terapia intensiva si trovano oggi 2471 persone, 102 meno di ieri. Ancora ricoverate con sintomi 24134 persone, 772 meno di ieri, mentre la maggior parte dei positivi al covid-19 (81.104) si trovano in isolamento domiciliare senza sintomi o con sintomi lievi. I nuovi contagi rilevati nelle ultime 24 ore sono stati 2729. Dall’inizio dell’emergenza i casi totali sono 183.957 (+2.729). In tutto, sono stati eseguiti 1.450.150 tamponi. (Continua a leggere dopo la foto)








“L’Italia è il primo Paese al mondo per tamponi fatti rispetto al numero di abitanti” ha detto il commissario per emergenza coronavirus, Domenico Arcuri, nel punto stampa di oggi. Il commissario ha ricordato i tamponi effettuati a ieri, sottolineando che “si tratta di 500% tamponi in più di un mese fa”. Riguardo alla distribuzione di mascherine, “le Regioni riescono a metterne da parte una quota, che ieri ammontava a 40,3 mln, che servirà per fronteggiare picchi di domanda o rigurgiti di emergenza. Ormai l’argomento mascherine ha lasciato il passo a ulteriori questioni, continuiamo una massiccia e costante distribuzione”. Secondo Arcuri sulla questione poi del prezzo massimo delle mascherine “siamo prossimi a una soluzione. Confido che in qualche giorno il problema del prezzo massimo delle mascherine non ci sarà più”.

APP PER IL CONTACT TRACING – Il commissario ha parlato anche dell’app per il tracciamento. “L’alternativa alla mappatura tempestiva dei contatti è semplice – ha messo in chiaro – le misure di contenimento non potrebbero essere alleggerite e noi dovremmo continuare a sopportare i sacrifici di queste settimane, privandoci di quote importanti della nostra libertà”. (Continua a leggere dopo la foto)






“Ho letto che avremmo in testa di rendere obbligatorio l’utilizzo dell’app per il contact tracing, fornendo quindi una sorta di lasciapassare solo a chi scarica questa app. Se non fossimo tutti protagonisti di una tragedia dovrei rispondere che è davvero una farsa immaginare che chi la scarica esce e chi non la scarica resta a casa”, ha evidenziato Arcuri, ribadendo che “la app sarà e resterà volontaria, noi cercheremo con forza e in ogni forma di spiegare agli italiani che la partecipazione e l’utilizzo della stessa è sinonimo di generosità verso se stessi e verso gli altri e fenomeno di comunità, perché significa aiutare a fronteggiare meglio l’emergenza”. (Continua a leggere dopo la foto)



 

“I lasciapassare – ha sottolineato – li lasciamo ad altre stagioni della nostra esistenza che non meritano di essere ricordate”. Arcuri ha inoltre precisato che la app risponderà a due requisiti fondamentali: “La sicurezza e la privacy”. “Immaginare che queste informazioni siano allocate in un server non in Italia e non pubblico non è compatibile con i requisiti di sicurezza. La riservatezza dei dati è un diritto inalienabile. Nulla accadrà se non nel totale rispetto delle leggi sulla privacy nazionale e sovranazionali: sicurezza e libertà, infrastruttura pubblica e tutela della privacy”.

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