“Ingordi, farete una brutta fine…”. Ennesimo (pessimo) show di Vittorio Feltri contro i meridionali


Vittorio Feltri a testa bassa. In un pesantissimo editoriale di pochi giorni fa, il direttore di Libero ha parlato di una nuova divisione tra Nord e Sud dopo questa pandemia di coronavirus. Una pandemia che ha visto il Nord contare a migliaia contagi e vittime, mentre il Sud, fortunatamente, è riuscito a contenere i numeri anche grazie al lockdown.

“Qui al nord la gente è impaziente – scrive Vittorio Feltri – non riscuote più lo stipendio, i risparmi si sono esauriti. Non si tratta di correre in strada a suonare il mandolino, ma di tornare in fabbrica”. “Un popolo operoso e generoso come quello settentrionale desidera solo rimpadronirsi delle proprie redini e continuare la propria esistenza di persone perbene” aggiunge Vittorio Feltri.Poi l’attacco al Sud: “La mentalità corrente è nota, il Meridione è terra affascinante e ricca di umanità mentre la Pianura Padana e le Prealpi sono abitate da uomini che puntano solo al denaro”. Continua dopo la foto









Luoghi comuni e pregiudizi, secondo Vittorio Feltri. “A Milano, Bergamo, Brescia, Padova, Treviso, scrive, è sul punto di maturare la volontà di mandare al diavolo la capitale e dintorni”. “Attenzione, manutengoli ingordi – conclude riferendosi alle regioni del Sud – a non tirare troppo la corda, poiché correte il pericolo di rompere il giochino che finora vi ha consentito di ciucciare tanti quattrini dalle nostre tasche di instancabili lavoratori. Noi senza di voi campiamo alla grande, voi senza di noi andate a ramengo. Datevi una regolata o farete una brutta fine, per altro meritata”. Continua dopo la foto






Questo mentre aumentano le polemiche su una possibile apertura scaglionata. La riapertura regionalizzata “è una riapertura monca, zoppa, che non consentirebbe un equilibrato sviluppo neanche alle regioni che aprono. C’è una tale interconnessione tra filiere produttive a attività commerciali che c’è il rischio che un’apertura a macchia di leopardo faccia più danni che vantaggi”. Così il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ospite di 24 Mattino, su Radio 24. Continua dopo la foto



 


“Se si tratta del negozio di vicinato va benissimo – aggiunge Fontana – ma la riapertura deve avvenire quando il rischio del contagio si è concluso o si sta avviando alla conclusione su tutto il territorio perché c’è il rischio che possa riprendere senza sapere da dove riparte. Noi non è che vogliamo riaprire rischiando, io ho sempre sostenuto che la riapertura deve essere subordinata alla sicurezza e credo anche che finché non si individuerà un vaccino dovremo convivere con questo virus”.

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