Morta a 37 anni durante la liposuzione. Alessia Ferrante, cosa è emerso dall’autopsia


La sua morte a soli 37 anni prima dell’intervento di liposuzione aveva lasciato tutti senza parole. È di qualche settimana fa la notizia della morte della bella Alessia Ferrante, influencer molto amata e seguita che è venuta a mancare dopo un’iniezione di anestetico prima dell’intervento di liposuzione alle cosce. La giovane è morta in un poliambulatorio privato di Monopoli nel primo pomeriggio di venerdì 10 aprile. La Ferrante era un’influencer molto seguita e,

su Instagram, si occupava soprattutto di estetica. Era famosa anche perché figlia di uno storico calciatore biscegliese, Renzo Ferrante, attualmente allenatore delle giovanili dell’Unione calcio Bisceglie. Sul caso della ragazza il pm della procura di Bari ha aperto un’inchiesta. E dopo la morte è stata disposta l’autopsia che è stata effettuata giovedì 16 aprile 2020 nell’obitorio del cimitero di Monopoli. Continua a leggere dopo la foto








A effettuare l’autopsia sul corpo di Alessia Ferrante è stata la dottoressa Liliana Innamorato, incaricata dalla Procura, che ha esaminato il cadavere per oltre 4 ore. Cosa è apparso? Nulla di evidente, ma si attendono le analisi dei tessuti degli organi di Alessia Ferrante e anche le analisi tossicologiche. Ci vorrà ancora del tempo, dunque, per saperne di più. Almeno due mesi, questo il tempo per avere i risultati di entrambe le analisi. Continua a leggere dopo la foto






Durante l’autopsia erano presenti i due consulenti di parte: il professor Luigi Cipolloni per la famiglia Ferrante e il professor Francesco Introna, per il titolare del poliambulatorio Francesco Reho che nelle scorse ore è stato iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di omicidio colposo. Non era la prima volta che la ragazza si sottoponeva a un intervento di chirurgia plastica e lo aveva già fatto anche nel poliambulatorio dove poi è morta. Continua a leggere dopo la foto



 

 


Tre sono gli scenari su cui si indaga. Il primo riguarda la possibilità che prima di sottoporsi alla liposuzione la paziente abbia assunto dei farmaci che hanno interagito con l’anestetico. Il secondo riguarda la tempistica dell’arrivo dei soccorsi (che ci avrebbero messo molto); il terzo è concentrato sulla presunta violazione delle disposizioni per il Coronavirus. Infatti l’intervento al quale si doveva sottoporre la ragazza era un intervento non urgente e avrebbe potuto attendere.

 

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