Sanità, cambia tutto e scoppia la bufera. Ben 24 prestazioni mediche diventano a pagamento: una vera tragedia per molti. Ecco quali sono


 

Brutte notizie per i cittadini italiani sul fronte sanità. Sono stati infatti approvati i nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea), che non sono altro che le cure e le prestazioni garantite alla popolazione gratuitamente o con compartecipazione alla spesa. Questi servizi sono forniti dalla sanità pubblica e adesso non saranno più gratuiti, ma bensì a pagamento. Si dovranno pagare ticket per 60,4 milioni di euro, come riferisce la Cgil. Un bilancio che era già pesante per le tasche degli italiani, e che adesso si andrà ad aggiungere a queste novità. Si pensi infatti che la spesa per i ticket sanitari pesa ora sul bilancio delle famiglie italiane per una media di circa 4 miliardi di euro l’anno. Le nuove norme partiranno dal 2017. Come detto, si dovranno pagare ticket per una cifra attorno ai 60 milioni di euro, così suddivisi: circa 20 milioni arriveranno dai nuovi ticket derivati dallo spostamento di prestazioni dal regime Day Surgery a quello ambulatoriale, mentre altri 40 dall’introduzione di nuove prestazioni ambulatoriali nell’elenco dei Lea. (Continua a leggere dopo la foto)



”Si tratta di un’ulteriore batosta – afferma il coordinatore nazionale del ‘Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato’ (Tdm), Tonino Aceti – a discapito soprattutto di fasce più svantaggiate. I nuovi Lea prevedono infatti che alcune prestazioni chirurgiche prima gratuite ora diventino a pagamento, passando dal regime di Day Surgery a quello ambulatoriale, come ad esempio l’intervento per la cataratta: già oggi le liste di attesa per questo tipo di intervento sono di circa 10 mesi – prosegue Aceti – ma ora che l’intervento non sarà più gratuito è ovvio che molti cittadini preferiranno rivolgersi al privato”.

(Continua a leggere dopo la foto)



 

Nel dettaglio, sono 24 le prestazioni che si dovranno pagare e non saranno più gratuite. Un esempio? Oltre agli interventi per la cataratta o per il tunnel carpale, come detto da Aceti, si arriva anche agli interventi dell’ernia al dito a martello, dell’impianto e ricostruzione del cristallino fino a interventi di artroscopia ed artroplastica. Non è finita qui, perchè si pagherà anche per ernia inguinale, ombelicale e femorale con o senza protesi, calcoli renali, dita a martello, ricostruzione della palpebra e altre prestazioni ambulatoriali.

 

Ti potrebbe interessare anche: “Dottore, ho un gran mal di gola”, ma i medici diagnosticano una “forte laringite”. Poche ore dopo, a 27 anni, muore. L’ennesima storia assurda di malasanità