Coronavirus, calano ancora le vittime: stabili i nuovi contagi


Emergenza coronavirus, migliorano i numeri. I dati del nuovo bollettino della Protezione Civile riportano un calo delle persone ricoverate. In terapia intensiva si trovano oggi 2635 persone, 98 meno di ieri. Sono ancora ricoverate con sintomi 25.033 persone, un leggero aumento rispetto a ieri, 26 in più. Nelle ultime ventiquattr’ore sono morte 433 persone (ieri le vittime erano state 482), arrivando a un totale di decessi 23.660. I guariti raggiungono quota 47.055, per un aumento in 24 ore di 2.128 unità (ieri erano state dichiarate guarite 2.200 persone).

L’aumento dei malati (ovvero le persone attualmente positive) è stato pari a 486 unità (ieri erano stati 809) mentre i nuovi contagi rilevati nelle ultime 24 ore sono stati 3.047 (ieri 3.491). Numeri che strappano ottimismo ma che non devono far abbassare la guardia.”È assolutamente troppo presto per iniziare la fase due post coronavirus, i numeri, soprattutto in alcune Regioni, sono ancora pieni di una fase uno che deve ancora finire. È assolutamente importante non affrettare e continuare”, ha detto a Sky TG24 il membro del comitato esecutivo dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e consulente del ministro della Salute Walter Ricciardi. Continua dopo la foto









“Il piano del ministro Speranza, articolato su cinque punti e che sta preparando la fase due – ha fatto sapere – è quello da attuare ed è basato su distanziamento sociale, rafforzamento del servizio sanitario nazionale sia nella parte territoriale che nella parte ospedaliera e poi sulla diagnostica estesa ma mirata e sul tracciamento. Questa è la fase preparatoria, però non c’è dubbio che potrà partire, soprattutto in alcune Regioni, quando conteremo i nuovi casi di coronavirus sulle dita di una mano e non certamente con numeri a quattro cifre”. Continua dopo la foto






“Stiamo facendo dei modelli che studiano quando presumibilmente ci sarà l’azzeramento dei contagi da coronavirus nelle prossime settimane o in certi casi nei prossimi mesi – ha continuato Ricciardi – soltanto sulla base di quei numeri si potrà dare il via libera, perché altrimenti quello che succede, come è successo nel passato, è che nel momento in cui si allentano le misure di sicurezza la pandemia riesplode con una seconda ondata, che il passato ci dice che molto spesso è peggiore della prima”. Continua dopo la foto



 


E conclude: “Non ce lo possiamo permettere perché significherebbe richiudere prontamente tutte le attività, risigillare tutti a casa in maniera forte e soprattutto esercitare quella pressione sul servizio sanitario nazionale che poi si traduce in malati, intubati e morti. È una cosa che non vogliamo che si ripeta”.

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