Coronavirus, ragazzo multato dalle autorità: “Hai i capelli troppo curati!”


Occhio, che andare dal barbiere è ancora reato. Oggi parliamo di un ragazzo che aveva i capelli “troppo in ordine” per il periodo ed è stato multato. Ma partiamo con ordine, perché se è vero che l’emergenza Coronavirus costringe tutti a casa e le saracinesche delle attività di beni non di prima necessità abbassate, quando inizierà la fase 2 seguita poi dalla fase 3, per le strade delle città troveremo cittadini alle prese con un lunghe chiome da sfoltire alla prima occasione utile.

Questo, però, non avrebbe riguardato un ragazzo di Rovellasca, paese in provincia di Como, se non fosse stato beccato dalla polizia locale insieme al suo barbiere di fiducia. Mentre si aggirava nelle vie del centro storico del comune, la pattuglia in servizio della polizia locale ha notato il ragazzo girare per strada mentre tornava, presumibilmente, verso il proprio domicilio. Come riportato da “La provincia di Como”, ad attirare l’attenzione degli agenti in servizio, è stato il capello troppo curato per essere naturale. (Continua a leggere dopo la foto)









Bloccato dagli agenti, il ragazzo ha quindi ammesso di essere stato fino a pochi minuti prima dal parrucchiere, un uomo italiano di 50 anni che non ha smesso di lavorare nonostante i decreti e le ordinanze che ne vietano il prosieguo dell’attività. Il cliente e il barbiere sono stati quindi multati per aver disobbedito alle direttive delle autorità. (Continua a leggere dopo la foto)






Naturalmente il parrucchiere è stato anche segnalato alla Prefettura. Stando ai dati diramati dal bollettino della Lombardia di ieri, giovedì 16 aprile, quella di Como risulta continuare ad essere una delle zone meno colpite dall’emergenza Coronavirus nella regione. (Continua a leggere dopo la foto)



 


Con i suoi 2.233 casi accertati, infatti, è la quarta zona meno colpita dopo Sondrio (864), Varese (1.953) e Lecco (1.986). Nelle restanti province, è la città metropolitana di Milano a destare le maggiori preoccupazioni con 14.952 casi, di cui 6.160 in città, seguita da Brescia (11.355) e Bergamo (10.518). Ci sono poi Cremona (5.273), Monza Brianza (3.932), Pavia (3.390) e Mantova (2.691).

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