“Quasi liberi”. Coronavirus, la buona notizia sul centro-sud dell’Italia


Ogni buona nuova significa speranza. È per questo che vogliamo raccontarvi di un trend positivo che fa ben sperare in relazione ai contagi di Covi-19. Come sappiamo fin troppo bene l’Italia sembra quasi spaccata in due dal virus. Fino a due mesi fa la divisione tra Nord e Sud verteva su aspetti economici, industriali, tassi di disoccupazione e molto altro. Oggi è l’emergenza Covid-19 a tracciare un solco evidente, con i fattori che si sono però capovolti.

E se al Nord c’è un rosso intenso, simbolo della diffusione del virus, al Sud una prevalenza di bianco che fa sperare in un pericolo parzialmente scampato. Come se il confine territoriale fosse stato bruscamente interrotto da un muro virtuale che ha dato l’alt all’espansione della malattia. Oltre al calo delle terapie intensive (quasi mille in meno dal 3 aprile) e dei ricoveri, è questo il vero risultato delle misure di contenimento emanate dal decreto del governo. (Continua a leggere dopo la foto)









Tra l’altro ieri il dato nazionale ha mostrato un ulteriore abbassamento del trend di crescita della curva, sceso all’1,6% con 2.667 casi in più in un giorno, ora la vera battaglia si sta combattendo sul fronte. Sui 21.645 morti in tutta Italia ben 18.483 appartengono a sei regioni. Come sappiamo molto bene, tutto ruota attorno alla Lombardia, focolaio d’Italia, che si è portata dietro l’Emilia Romagna, il Piemonte, il Veneto, la Toscana e la Liguria: i polmoni industriali del paese. (Continua a leggere dopo la foto)






Sono queste sei regioni ad esser state colpite dal numero maggiore di contagiati: quasi 130mila casi sugli 165mila totali. Alle loro spalle ci sono le Marche, in un limbo tra Nord e Sud che dopo una prima parte di emergenza passata a braccetto del focolaio sembra esser riuscita ad aggrapparsi al treno della speranza, guardando l’altra Italia. (Continua a leggere dopo la foto)



 


Come possiamo bene percepire, da Roma in giù, la situazione ad oggi si presenta quantomeno in controllo. L’aumento dei casi è contenuto, in molte zone in discesa, in altre addirittura fermo. E anche l’effetto della corsa verso casa del 9 marzo sembra essere scemato. In Calabria, Sicilia, Puglia sono al massimo qualche decina i nuovi casi giornalieri. In Umbria, Basilicata e Molise si contano addirittura sulle dita di una mano. Questa è la parte del Paese che in questo momento vede la luce. Se non è una buona notizia questa.

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