“Ecco cosa succedeva in quella chiesa”. Uno scandalo destinato ad allargarsi, quello che ha colpito don Andrea. E ad alimentare nuove polemiche sul clero Accuse terribili e infamanti


 

È vero che il celibato sacerdotale non è un dogma di fede ma una tradizione medievale (e niente è peggiore del ritenere il passato qualcosa di inamovibile), ma, in linea di massima, un prete appartenente alla santa romana chiesa non dovrebbe avere rapporti carnali con una donna. Una pratica che però, alcuni fatti di cronaca, hanno rivelato essere tristemente diffusi. L’ultimo caso è quello di don Andrea Contin parroco della Chiesa di San Lazzaro a Padova indagato per favoreggiamento della prostituzione e violenza privata. A quanto riporta il Messaggero infatti, all’interno della canonica sarebbero stati trovati decine di dvd etichettati con nomi di papi della storia della Chiesa. Ma all’interno nessun pontefice o documentario religioso, piuttosto immagini porno: video amatoriali girati anche in canonica. Orge, con donne legate con catene e manette: sesso estremo e violento. Ma non basta, perché oltre ai dvd i militari hanno trovato giochi erotici come catene, manette, collari in pelle. (Continua dopo la foto)



E ancora fruste, stivaloni con i tacchi a spillo e una videocamera con cui il prete riprendeva le scene di sesso. Dal giorno della perquisizione il sacerdote di 48 anni, conosciuto come fondatore di Casetta Michelino, è svanito nel nulla. In accordo con il vescovo Cipolla è in una comunità fuori dal Veneto, forse all’estero. Vescovo che, da parte sua non si è nascosto dietro un dito mandando a San Lazzaro un suo vicario, don Paolo Doni, a celebrare la messa di Natale.

(Continua dopo le foto)


 


 

In una chiesa incredibilmente affollata, il sacerdote ha letto alcune righe scritte da Cipolla, in cui riconosce la sofferenza dalla comunità ma anche il diritto dell’accusato di difendersi, nel rispetto delle eventuali vittime: “È un Natale un po’ più partecipato e vero del solito, quello di quest’anno – scrive Claudio Cipolla – Soprattutto perché non abbiamo e non ho avuto tempo di elaborare la sofferenza provocata dalle notizie dell’indagine a carico di don Andrea al quale, anch’io come cittadino e come vescovo, riconosco il diritto di essere ascoltato dagli inquirenti e di difendersi dalle accuse pesanti e infamanti che gli sono mosse, in vista che si faccia piena luce e verità per tutte le persone coinvolte”.

“Alla faccia del semplice prete!”. Lui è don Bruno, il sacerdote che ha rivoluzionato l’idea di cerimonia religiosa. E che continua a collezionare fedeli