Coronavirus, “Ecco perché in Lombardia si muore di più”. Lo spiega il prof. Galli


Coronavirus, sul ‘caso’ Lombardia parla Massimo Galli, direttore dell’Istituto di Scienze Biomediche all’ospedale Sacco di Milano. Lo ha fatto stamani durante la diretta di “Agorà”, la trasmissione di informazione in onda su Rai 3. Particolarmente significative le sue parole: “C’e’ stato un clamoroso fallimento, e di questo ne dovremo prendere atto per il futuro, della medicina territoriale, ammettiamolo e riconosciamo questo aspetto”.

”Perché non si sono fatti i tamponi? Perché non c’era il potenziale e non c’è nemmeno ora il potenziale per fare i tamponi. Ma diciamocele chiaro una volta per tutte. Diciamo chiaramente che abbiamo moltiplicato fortemente ed in modo importante i letti di rianimazione, cosa sacrosanta, ma siamo stati incapaci, o qualcuno è stato incapace, di intervenire per moltiplicare le possibilità diagnostiche. Questo è il punto”. Continua dopo la foto








Intanto la guardia di Finanza di Milano sta svolgendo delle perquisizioni al Pio Albergo Trivulzio nell’ambito dell’inchiesta per omicidio colposo ed epidemia colposa, coordinata dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, che vede indagato il direttore generale dell’istituto Giuseppe Calicchio. Secondo quanto rivela una fonte il sequestro di una “ingente mole di documenti” tra cartelle cliniche e documenti cartacei e informatici è in corso da parte degli investigatori della Guardia di finanza. Continua dopo la foto






Gli inquirenti stanno verificando eventuali carenze nei protocolli interni e dei dispositivi di sicurezza che potrebbero aver determinato un numero di morti elevato tra gli anziani ospiti della struttura, registrato nel pieno dell’emergenza Coronavirus. Tutto mentre continua la corsa al vaccino. “La sperimentazione di un vaccino è una scommessa. Avere un prototipo funzionante prodotto su piccola scala a settembre sarebbe un grosso passo avanti, se questo vaccino funziona, e così si può sperare che per l’inizio del prossimo anno si potrebbe avviare eventualmente una produzione su larga scala”. Continua dopo la foto



 


Così Pierluigi Lopalco, epidemiologo dell’Università di Pisa e coordinatore scientifico della task force pugliese per l’emergenza coronavirus, a 24 Mattino su Radio 24.Quanto al “bollettino quotidiano bisogna prenderlo per quello che è: un sistema di sorveglianza epidemiologica e in quanto tale non è un sistema completo. Deve dare l’idea dell’andamento dell’epidemia”.

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