Coronavirus, “le scuole riaprono a settembre solo a una condizione, altrimenti no”


Mentre la Francia riaprirà progressivamente le scuole dall’11 maggio, in Italia si ragiona per farle ripartire direttamente a settembre. Anche se il ministero dell’Istruzione ha precisato che la decisione sarà presa in sede di Governo la strada sembra quella indicata dal presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli. “A scuola si tornerà quando ci saranno le condizioni di sicurezza” ha sottolineato il ministro dell’istruzione Lucia Azzolina.

Il mondo della scuola chiede a gran voce un ritorno in piena sicurezza, ma per farlo servono almeno tre miliardi di euro e un piano ben chiaro. Lezioni miste in aula e a casa, didattica anche il sabato e cantieri in estate per ristrutturare gli edifici. “Abbiamo un corpo insegnante anziano”, spiegano dal ministero. E assicurano che, messi in sicurezza i due esami di Stato, Terza media e Maturità, adesso l’attenzione della struttura è rivolta a settembre. (Continua a leggere dopo la foto)








Su La Repubblica interessante focus sul ritorno in classe: il mondo della scuola chiede a gran voce un ritorno in piena sicurezza, ma per farlo servono almeno tre miliardi di euro e un piano ben chiaro. Lezioni miste in aula e a casa, didattica anche il sabato e cantieri in estate per ristrutturare gli edifici. (Continua a leggere dopo la foto)






“Il Ministero deve insediare al più presto una task force e costruire un cronoprogramma per i prossimi 4 mesi e mezzo. È il momento di trovare 3 miliardi per la scuola italiana che nelle ultime stagioni ha avuto scarsa attenzione” ha affermato, in un’intervista pubblicata questa mattina dal quotidiano La Repubblica, il sottosegretario all’Istruzione Giuseppe De Cristofaro. “È necessario lavorare sulla digitalizzazione rafforzando la didattica a distanza per la quale al momento – ha affermato Azzolina – sono stati già stanziati 70 milioni di euro”. (Continua a leggere dopo la foto)



 

La ministra Azzolina difende e rilancia la didattica a scuola, che “porteremo con noi nel tempo”. Come riporta La Repubblica, ”ai 70 milioni di euro investiti in queste settimane per acquistare nuovi computer e tablet, andrà aggiunto il milione di ‘devices’ che i singoli istituti hanno iniziato ad acquistare da novembre 2015: li distribuiranno in comodato d’uso agli studenti. Altri interventi sul tema sono in corso, in maniera autonoma, da parte di alcune Regioni”.

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