Coronavirus, quali sono i sintomi nei bambini. Perché è difficile capire se sono contagiati


Quando colpisce i bambini, il coronavirus non mostra chiaramente i suoi sintomi, così chiaro negli adulti. Si nasconde dietro sintomi più lievi e questo rende la diagnosi più difficile, con il rischio che i più piccoli diventino ‘untori’ di famiglia inconsapevoli. I sintomi più comuni nelle persone adulte sono febbre, stanchezza e tosse secca. Alcuni pazienti possono presentare indolenzimento e dolori muscolari, congestione nasale, naso che cola, mal di gola o diarrea. Questi sintomi sono generalmente lievi e iniziano gradualmente.

Nei casi più gravi, l’infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte. Il virus Sars-CoV-2, così cattivo con i grandi, sembra non accanirsi con gli under 16, secondo quanto conferma il Corriere in un articolo a firma Cristina Marrone.”Nonostante i bambini siano asintomatici o lievemente sintomatici quel che preoccupa è la diffusione del virus attraverso le secrezioni nasali e anche attraverso le feci. In otto bambini su dieci è stato rilevato Sars-Cov2 nelle feci, persino dopo la guarigione virologica, cioè con doppio tampone negativo. La trasmissione oro-fecale è un problema serio da tenere in considerazione tenuto conto che ai più piccoli va cambiato spesso il pannolino e che dunque le probabilità di contagio salgono”. (Continua a leggere dopo la foto)








“Sappiamo che il virus può permanere nelle feci, – ha detto Massimo Galli, direttore del Dipartimento malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano e ordinario di Malattie infettive all’Università degli Studi di Milano – verosimilmente anche degli asintomatici, per cui ogni volta che si preme lo sciacquone si crea un areosol di virus potenzialmente contagioso. Per questo l’operazione andrebbe fatta con il coprivaso chiuso e dopo andrebbe sanificato l’ambiente”. (Continua a leggere dopo la foto)






Uno studio cinese pubblicato su ‘Nature Medicine’ da un team di scienziati della Guangzhou Medical University – Women and Children’s Medical Center e della Macau University of Science and Technology, ha evidenziato che nei bambini si manifestano alcuni casi di tosse, mal di gola e congestione nasale, ma nessuno degli altri sintomi comunemente osservati nei pazienti adulti, come dolori muscolari e mal di testa. Inoltre, le radiografie del torace mancavano di chiari segni di polmonite, una caratteristica distintiva dell’infezione negli adulti. Questi sintomi più lievi, suggeriscono gli autori dello studio, “possono rendere più difficile la diagnosi precoce e l’isolamento dei casi pediatrici di infezione da Sars-CoV-2. I bambini possono trasmettere la malattia e questo è un grosso problema perché asintomatici”. (Continua a leggere dopo la foto)



 

Per quanto riguarda l’età, sempre il Corriere.it scrive che “I bambini piccoli, in particolare i neonati, sembrano essere più vulnerabili all’infezione . Nello studio cinese già citato più del 60% dei 125 bambini che si sono gravemente ammalati aveva meno di 5 anni”. Infine il consiglio su come proteggere i bambini dal coronavirus: “Per i bambini – si legge sempre sul Corriere.it – valgono le stessere regole che per gli adulti: distanziamento sociale, lavaggio delle mani, disinfezione delle superfici che possono ospitare il virus”.

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