“Basta”. Olindo Romano, le ultime notizie dal carcere. La decisione che riguarda anche Rosa Bazzi


La strage di Erba, che ha visto implicata la coppia di coniugi Rosa Bazzi e Olindo Romano, ha coinvolto anche un altro imputato, ovvero Azouz Marzouk, ex marito di Raffaella Castagna e padre del piccolo Youssef, che l’11 dicembre 2006 sono state due delle delle quattro vittime trovate nella propria abitazione in via Diaz. La coppia è stata condannata all’ergastolo, accusata di essere parte direttamente coinvolta nel massacro di Erba. Olindo torna a parlare in piena emergenza sanitaria.

Olindo Romano prende parola attraverso la mediazione del suo avvocato, Fabio Schembri, che rende pubbliche le preoccupazioni dell’ergastolano. Infatti Olindo appare preoccupato per il ritardo che potrebbe subentrare in seguito alla diffusione del virus. Infatti, l’iter giudiziario intrapreso da Olindo e Rosa Bazzi, che hanno fortemente chiesto la revisione del processo, potrebbe slittare a data da definire. (Continua a leggere dopo la foto).









Il settimanale Giallo riporta testualmente le parole rilasciate da Olindo, attraverso il proprio avvocato. Olindo si trova nel carcere di Opera, a Milano, dove l’uomo sta scontando la sua condanna, e dove, tra l’altro, si è diffusa la preoccupazione tra i detenuti di poter incorrere in un contagio, posto che una guardia penitenziaria è deceduta proprio per Covid-19: “Tra loro non è cambiato nulla. Si vogliono molto bene e si sentono regolarmente”. E aggiunge: “Questa emergenza sanitaria ha solo rallentato la nostra attività, ma andiamo avanti … Vogliamo arrivare alla revisione del processo e abbiamo qualche asso nella manica”. (Continua a leggere dopo la foto).






“Olindo aspetta con ansia che l’emergenza passi per poter riprendere il percorso giudiziario interrotto”. Di recente  la coppia di ergastolani si è trovata al centro di un’altra notizia, riportata online da Il Giornale, sempre ripresa dal settimanale Giallo. Pare che Rosa si stia trovando ad affrontare anche un problema di depressione,  dopo aver appreso la morte di un altro ergastolano di cui si era innamorata.  La donna si trova presso il carcere di Bollate. (Continua a leggere dopo la foto).



Come riportato su Il Giornale. l’uomo di cui sembra essersi innamorata Rosa, si chiamava Marco Alberti, conosciuto nel laboratorio del cuoio del carcere di Bollate. Marco poteva uscire durante il giorno, con l’obbligo di rientro in carcere in orario serale. Fu ritenuto colpevole dell’uccisione del pregiudicato trentino Antonio Panazzo, ucciso con tre colpi di pistola nell’aprile del 1998. Dopo l’omicidio, Alberti ne bruciò il cadavere. Marco è stato travolto e ucciso da un’autovettura a Corsico, mentre stava percorrendo a piedi la statale 494. A questo, per Olindo e Rosa, già segnati da una crisi e da un effettivo allontanamento, anche sentimentale, si aggiungerà la preoccupazione di vedere allungati i tempi dell’iter giudiziario in corso.

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