Parrucchieri, cambiano le regole: cosa succede alla riapertura dei saloni


Normalità al tempo del Coronavirus non è solo tornare a fare una passeggiata. Normalità è anche tornare dal parrucchiere. Non è ancora chiaro quando succederà. Di sicuro, insieme a ristoranti e bar, i parrucchieri rischiano di essere tra gli ultimi a ripartire. La domanda non è solo quando, ma anche come. Di sicuro nulla sarà come prima, almeno per un po’. L’attività dei parrucchieri dovrà adeguarsi, inevitabilmente, alle varie misure precauzionali.

Prima di tutto bisognerà rispettare la distanza di almeno due metri tra una poltrona e l’altra e già qui le difficoltà non saranno poche, soprattutto per chi ha un salone di piccole dimensioni. “Un salone piccolo se prima aveva tre postazioni ne avrà solo due, se prima ne aveva due ne avrà solo una e dovrà compensare il fatto di non lavorare in contemporanea con un allungamento del periodo di lavoro e una programmazione di quelli che saranno i vari appuntamenti”, spiega Valerio Galeotti, responsabile su Roma del settore benessere della Cna. Continua dopo la foto









Bisogna dimenticare sale d’attesa affollate e piene di gente. Sarà necessario regolare il flusso di lavoro, in maniera tale che non si creino assembramenti pericolosi. “Ci vuole un’organizzazione una capacità di gestione dettagliate, perché tutto quello che si poteva dare per scontato, adesso non si può più fare. Nulla può essere lasciato al caso anche tra i temi manageriali. La conoscenza del cliente e l’utilizzo di un gestionale per programmare incontri e flussi saranno necessari. Non si potrà più pensare di andare dal barbiere e incontrare 10 persone, chiacchierare, scherzare e divertirsi con loro come prima”. Continua dopo la foto






Di apertura ancora non si parla e bisognerà attendere notizie ufficiali. Quello che è certo è che cambierà decisamente l’approccio sia con il personale che con i clienti. Mascherine, camici, guanti, ma anche calzari e distributori di igienizzante mani saranno indispensabili. Così come l’igienizzazione di spazzole e pettini dopo ogni singolo uso. “La gestione dei collaboratori e dei dipendenti andrà rivista, tutti dovranno fare la loro parte. Si allungheranno i tempi e sarà necessaria la messa in tutela di chi lavora”. Continua dopo la foto



 


E riprende: “Ci affidiamo alle indicazioni precise e puntuali che arriveranno dal consiglio tecnico e dal Governo. Cambierà la protezione nei confronti del cliente. Soprattuto da un punto di vista psicologico in questa fase bisogna recuperare la fiducia, perché non si tornerà proprio subito alla normalità. Il primo aspetto è la sicurezza e quindi distanze, mascherine, guanti. Attenderemo le altre indicazioni per tutte le precauzioni necessarie, come la sterilizzazione di strumenti e vestiti”.

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