Terrore sulla funivia. Sospesi in aria, in balia del vento. Una vigilia di Natale tremenda per 130 sciatori. Momenti drammatici. La lotta dei soccorritori contro il tempo e il freddo


 

Terrore sulla funivia. Sospesi per aria, in balia del vento. Una vigilia di Natale tremenda per 130 sciatori. Procedono a passo spedito, ma le condizioni ambientali sono un ostacolo, le operazioni di evacuazione dei 130 sciatori bloccati dal pomeriggio sulla telecabina Plan Maison – Cime bianche laghi a causa del forte vento che ha fatto accavallare le funi dell’impianto di risalita. Come accadde a settembre sul Monte Bianco. Salgono a cinquanta le persone evacuate nel giro di un’ora. I soccorritori, non senza difficoltà, sono riusciti a calare a terra gli occupanti di quattro cabine, da dodici posti l’una. Sono stati recuperati dai gatti delle nevi e portati fino alla stazione di Plan Maison. Da lì, a valle con gli impianti. Imponente la squadra di soccorso, oltre 150 uomini di soccorso alpino, guardia di finanza, forestale, protezione civile e vigili del fuoco impegnati nelle operazioni. Sul posto anche tre ambulanze e un pulmino del 118 con cinque medici. Tanta paura nelle cabine, anche se la società che gestisce la telecabina tranquillizza: “Gli addetti del soccorso non segnalano nessuna criticità e tutto sta procedendo secondo il piano di evacuazione. Al momento si sta procedendo a riportare a valle e in sicurezza gli sciatori”. (Continua a leggere dopo la foto) 







La situazione sembra sotto controllo, tuttavia le operazioni richiedono ancora tempo. Innanzitutto per l’altezza in cui si trova, fra i 2300 metri fino ai 2800. Forte vento e temperature rigide, rappresentano un ostacolo. La telecabina è fatta evacuare da terra, sfruttando i piloni. I soccorritori salgono con scale, poi si calano lungo il cavo con carrucole. Quindi scendono sul tetto di ogni cabina. Un procedura meticolosa e lunga per portare tutti in salvo. Tremende le testimonianze dei turisti che hanno assistito alla scena. (Continua a leggere dopo le foto)




 


 

 

“Cumuli di neve alzati dal vento ci venivano contro – racconta Edilio Colaotto, turista di Genova all’Ansa – ero sulla seggiovia assieme a un altro sciatore che si è aggrappato al seggiolino mentre le folate ci facevano ondeggiare. La seggiovia si fermava continuamente, alla fine, quando siamo arrivati in cima, hanno chiuso l’impianto. Sono sceso a valle perché non era più possibile sciare”.

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