“Non so cosa mi è preso…”. Ancora un femminicidio anche alla vigilia di Natale. Con queste terribili parole ha confessato il terribile delitto. E nell’altra camera c’era la loro figlia di 4 anni. Una storia raccapricciante


“L’ho uccisa. Non so cosa mi sia preso. Ho ammazzato la mia fidanzata”. È la telefonata di un uomo, Marco Lopez Tacchini, di 33 anni che ha confessato ai Carabinieri di aver ucciso sua moglie Alessia Partesana, 29 anni, con trenta coltellate. In un’altra camera c’era anche la loro figlia di 4 anni. La coppia viveva in un’elegante palazzina di tre piani a una manciata di chilometri dal Lago Maggiore. A chiamare il 112 e a confessare il delitto è stato proprio il compagno della giovane donna, disoccupato e con alle spalle diversi precedenti. I militari del Nucleo Operativo, coordinanti dal Tenente Christian Tapparo, lo hanno subito fermato. È bastato andare nell’appartamento della giovane per avere la conferma dell’accaduto. La ragazza è stata uccisa con più di trenta coltellate. Il movente, come ricostruito dai carabinieri di Verbania, va ricercato nella gelosia. “Lei voleva lasciarmi e io non riuscivo a sopportarlo”. (Continua a leggere dopo la foto)



Dopo averla assassinata, l’ex fidanzato ha pensato in un primo momento di fuggire. La sua latitanza però è durata poco perché ha deciso di confessare il tremendo delitto. Nell’alloggio dove viveva la coppia sono arrivati i carabinieri del nucleo investigativo di Verbania, coordinati dal maggiore Giovanni Della Sala, per i rilievi. La piccola è stata affidata al nonno materno. Quando la mamma è stata uccisa in salotto lei si trovava in camera da letto e sembra non abbia assistito alla scena. La dottoressa del 118 che è intervenuta sul luogo del delitto è sotto choc: la vittima aveva infatti un’altra figlia, nata da una precedente relazione proprio con suo fratello. Anche se i due non erano mai stati sposati erano di fatto cognate. L’altra figlia non viveva però con la madre.

(Continua a leggere dopo le foto)



 

 

L’omicidio ha scosso il piccolo paese, appena 700 anime. “Ci sono cose che non si riescono neppure a immaginare – commenta il sindaco di Bee, Alessandro Borella -. Per come la conoscevo io, era una coppia gioviale, educata; si era inserita bene. La nostra comunità è sconvolta, è una giornata triste”. Alessia è soltanto l’ultima vittima della violenza sulle donne. La maggior parte tra le mura domestiche, dietro la porta di casa, per mano di mariti, compagni o ex fidanzati che siano. Un lungo elenco che non sembra avere fine. Anche alla vigilia di Natale.

Ti potrebbe anche interessare Spara alla moglie in casa davanti alla figlia 12enne, poi quel gesto… L’ennesimo femminicidio registrato in Italia è impressionante: ecco cosa aveva scritto l’uomo su Facebook solo qualche giorno fa