Coronavirus, Giuseppe Conte: “Non siamo nelle condizioni di riaprire”


“Al momento non siamo nelle condizioni di riaprire le attività produttive, rischieremmo di far risalire la curva dei contagi e vanificare i risultati che abbiamo ottenuto con le misure messe in atto dal governo”.

Lo ha detto, a quanto si apprende, il premier Giuseppe Conte ai governatori, ai rappresentanti dell’Anci e dell’Upi con cui è in videoconferenza. PROROGA – Lockdown fino al 3 maggio prossimo e possibile valutazione da parte del governo della possibilità di autorizzare poche riaperture mirate, sempre nell’ambito di filiere essenziali. (Continua a leggere dopo la foto)









E’ questo a quanto apprende l’Adnkronos da fonti presenti al tavolo di palazzo Chigi, il quadro prospettato dal premier a sindacati e imprese nell’ambito dell’emergenza coronavirus. Una “ponderazione”, come è stata chiamata, cioè, dell’elenco delle riaperture e istituzione di un nuovo Comitato di esperti, economisti e industriali, che affiancherà il Comitato tecnico scientifico per mettere a punto una road map, una griglia di regole per prefigurare le condizioni per una riapertura progressiva anche di altri settori della convivenza civile non secondari, a cominciare dai trasporti. (Continua a leggere dopo la foto)






Cgil, Cisl e Uil “prendono atto” dell’orientamento del governo di prorogare il lockdown per le aziende non essenziali, si legge in una nota unitaria delle organizzazioni sindacali, “ma con qualche aggiustamento delle scelte sin qui compiute in riferimento alle sole attività essenziali e indispensabili, sulla strada intrapresa di contrasto al Covid-19”, che per i sindacati significa “che le misure restrittive devono proseguire”, ma sollecitano a dare ” piena attuazione al protocollo sulla sicurezza nei luoghi di lavoro già sottoscritto”. (Continua a leggere dopo la foto)



 

E al tempo stesso chiedono di “evitare le forzature che si sono registrate in alcuni territori, alle decisioni prefettizie in merito alle autocertificazioni delle imprese, coinvolgendo le organizzazioni sindacali più rappresentative”.

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