Coronavirus, nuova impennata dei contagi. Meno decessi ma il numero resta alto


Sono 542 i morti in Italia per Coronavirus nelle ultime 24 ore. I dati sono stati forniti dalla Protezione Civile nel consueto punto stampa. Sono quindi 17669 i decessi in tutto il Paese dall’inizio dell’emergenza. Aumenta però anche il numero dei guariti, 2099 in un giorno per un totale di 26491. E continua a scendere il numero delle persone attualmente ricoverate: sono 233 in meno rispetto a ieri per un totale di 28485. La situazione è in miglioramento anche per quanto riguarda i pazienti in terapia intensiva: sono 3693, -99 nelle ultime 24 ore (il calo è arrivato al quinto giorno consecutivo). I casi attualmente positivi sono 95262 (+1195). Le persone in isolamento domiciliare sono 63084. In tutto sono stati eseguiti 807125 tamponi. I casi totali di Coronavirus dall’inizio dell’emergenza sono 139422.

Buone notizie arrivano da una delle regioni più popolose: il Lazio. “Oggi registriamo un dato di 117 casi di positività. Si conferma la frenata con un trend al 2,8% e c’è un’inversione di tendenza tra coloro che escono dalla sorveglianza domiciliare (13.936) e coloro che sono entrati in sorveglianza (12.604). Ora non bisogna mollare e continuare a tenere alto il livello di attenzione”. Così a l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, dopo l’odierna videoconferenza della task-force regionale per Covid-19 con i direttori generali di Asl, Aziende ospedaliere, Policlinici universitari e ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Continua dopo la foto








“A Frosinone si regista il primo caso di ictus con Covid trattato, mentre Roma città – aggiunge – continua il rallentamento con 31 casi. Proseguono i controlli nelle case di cura e le Rsa su tutto il territorio. E’ stato emanato il Programma di potenziamento delle cure primarie con le Unità di continuità assistenziale regionale e l’assistenza proattiva infermieristica. Presto – annuncia l’assessore – arriveranno 580 infermieri nei Distretti per le attività di sorveglianza, monitoraggio e domicilio”. Continua dopo la foto






Il ritorno alla normalità è comunque lontano. Ma soprattutto, come noto, arriverà per step. Prima si allungherà la lista Ateco con le aziende pronte a riaprire i battenti -il Mise è in prima linea in questa partita- poi pian piano toccherà alle altre attività produttive del Paese. In fondo alla lista ristoranti, bar e pub, dove si gioca gran parte della vita sociale degli italiani. Non a caso per i cittadini il ritorno alla normalità verrà solo poi. Continua dopo la foto



 


E anche qui un passo alla volta, mascherine sul volto e distanza di sicurezza a dividere ancora abbracci, chissà per quanto. Perché di date, alla riunione di oggi, non si è fatto parola, assicurano alcuni presenti. Ma la fase due, che non sarà “un liberi tutti”, va delineata, studiandone le modalità. Che passano, ancora una volta, dagli scienziati, chiamati a ragionare anche sulla cosiddetta ‘patente d’immunità’, i test sierologici per verificare chi ha sviluppato anticorpi al Covid-19. Uno spiraglio per un ritorno a qualcosa che somigli, seppur lontanamente, alla normalità.

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