Il figlio gli regala un bel cellulare. Papà felice e contento lo accende, ma accade l’impensabile. In pochi minuti arriva la polizia. Poveraccio. Che fine che ha fatto


 

Il regalo è bello, la sorpresa è amara. Attenti a quello che ricevete in dono. Non si sa mai. Potrebbe succedervi quanto capitato a un padre di famiglia. Il figlio gli ha regalato uno smartphone. Lo accende e viene accusato di ricettazione. Deve esserci rimasto piuttosto male. E povero figlio. Chissà come gliel’avra fatta scontare. È successo a un uomo di 46 anni di Valdobbiadene, in provincia di Treviso. Che da un momento all’altro si è visto recapitare un poco simpatico e ancor meno piacevole decreto penale di condanna. Per la non trascurabile cifra di 3900 euro, in sostituzione di quindici giorni di reclusione e 150 euro di multa. Tutto inizia un po’ di tempo fa. Era il novembre del 2013, quando un giovane studente aveva sentito dire da alcuni compagni di scuola che un altro ragazzo voleva cambiare smartphone e per questo aveva sparso la voce che voleva vendere il suo Samsung S3 a cento euro. In pratica un affarone Il sedicenne ha così colto la palla al balzo. (Continua a leggere dopo la foto) 



Siccome doveva fare un regalo al padre per il suo compleanno, si è fatto mettere in contatto con il giovane. Gli ha dato appuntamento all’esterno dell’istituto alberghiero di Valdobbiadene. La compravendita va a buon fine. Il ragazzo felice se ne è tornato a casa per l’affare andato a buon fine. Consegna al padre il regalo. Tutto sembra filare liscio. Poi, però, quando l’uomo, contento del gentile pensiero ricevuto, ha inserito la sim e acceso il dispositivo, le forze dell’ordine hanno subito rintracciato il segnale di quel telefono di cui era stato denunciato il furto un paio di settimane prima. Così sono scattate le denunce. E si è visto arrivare la polizia. (Continua a leggere dopo la foto)



 

Ricettazione per il padre, incauto acquisto per il figlio. Se per il 46enne si è concluso tutto per il meglio, per il 16enne si dovrà ancora attendere: la denuncia a suo carico è ancora pendente presso il tribunale dei minori di Venezia. L’uomo, infatti, si è opposto alla condanna e in aula è stato assolto con formula piena perché il fatto non costituisce reato. Ancora nei guai, invece, il figlio. C’è da scommettere che la prossima volta prima di concludere un affare ci penserà un bel po’ prima.

“E questo chi sarà?”. Chiamate o messaggi da un numero di cellulare sconosciuto? Nessun problema, ecco come scoprire a chi è intestato