“È morto per colpa del padre”. Dopo il terribile incidente che domenica sera sull’autostrada A13 ha spezzato la vita di Tommaso, di 10 anni appena, la polizia fa luce sulla dinamica e svela un particolare choc. E per lui ora sono guai


 

Un lutto devastante quello che ha colpito Annone Veneto, il paese dove Tomasso Candiotto, il bambino di 10 anni morto in seguito a una tragico incidente domenica sull’A13 alle Terme, abitava con la mamma e la sorella. Sorella che ancora non capisce cosa sia successo e mamma che ha saputo dell’incidente all’improvviso, quando i carabinieri l’hanno rintracciata telefonicamente. Un fulmine che trapassa l’anima, la squarcia e lascia bruciature destinate a riaprirsi a ogni ricordo. Nel suo profilo Facebook ha avuto però la forza di realizzare un collage con le più belle foto di Tommaso. Foto che resteranno con lei per sempre. Nonostante il Natale alle porte, poca o nessuna voglia di festeggiare per una scomparsa tanto improvvisa quanto devastante e sulla quale emerge un particolare ancor più doloroso. La dinamica del drammatico incidente che ha paralizzato la strada per diverse ore, non lascia infatti spazio a dubbi di sorta. A causare il tamponamento mortale è stata la scarsa visibilità ma a spezzare la vita del piccolo Tommaso è stato altro. (Continua dopo la foto)








Dopo aver letto l’informativa della Polizia stradale il sostituto procuratore Daniela Randolo non ha ritenuto necessario disporre l’esame autoptico sul corpicino del bimbo. Per il magistrato, scrive Il Messaggero, è sufficiente la ricognizione esterna sul cadavere. Come conseguenza, il padre della vittima Fabio Candiotto, 37 anni residente a Pravisdomini in provincia di Pordenone, è stato iscritto sul registro degli indagati con l’accusa di omicidio stradale (reato che da poco è stato inserito nel codice, dopo i numerosi fatti di cronaca legati a episodi del genere).

(Continua dopo le foto)





 

 


 

Trasportato all’ospedale in stato di choc dopo la terribile uscita di strada al volante della sua Lancia Y, è stato poi ricoverato a causa di alcune fratture oltre che di un trauma alla fronte. Dovrebbe guarire nell’arco di un mese. Durante i testa coda il piccolo Tommaso, che non era assicurato alle cinture, è stato catapultato fuori dal mezzo ed è piombato sull’asfalto. Il bimbo è morto sul colpo per un grave trauma cranico. Se avesse avuto le cinture si sarebbe potuto salvare? Non è dato sapere. Adesso resta il dolore e un vuoto che non si riempirà più.

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