Choc sullo scuolabus. Tappata la bocca ai bambini con lo scotch. Un’esperienza tremenda per i piccoli che impauriti hanno raccontato tutto. E chi li ascoltava, stentava a credere


 

Choc nel Biellese. Una storia che ha dell’incredibile e che coinvolge bambini. Il cui unico problema era che parlavano troppo, scherzavano, si chiamavano tra loro. Com’è normale che sia a quell’età. Soprattutto quando c’è da ingannare il tempo. Su un autobus ad esempio. Lo fanno anche i grandi. Invece, quello che è accaduto a Biella ha dell’incredibile. Avrebbe tappato la bocca con lo scotch ad alcuni bambini, sullo scuolabus, soltanto perché facevano troppo rumore. Per questo motivo, l’autista del pulmino di un comune della provincia, che forse per carità divina non è stato rivelato, è stato sospeso dall’incarico e i carabinieri hanno pure avviato le indagini del caso. Lui ovviamente si difende, prova a negare tutto. All’uomo il cui contratto di lavoro sarebbe comunque scaduto a fine anno. Quell’impiego era arrivato a fine corsa, ma l’ultima fermata se la poteva risparmiare. Lui si difende, ha una motivazione. “Si sono inventati tutto – ha provato a spiegare – si tratta di un equivoco”. (Continua a leggere dopo la foto)



 

I fatti risalgono alla scorsa settimana, quando i bambini hanno riferito gli episodi alla maestra, che si è subito rivolta alla dirigente scolastica. L’autista, la cui posizione è al vaglio degli inquirenti, non sarebbe però iscritto nel registro degli indagati. “È un equivoco”. Insiste, quasi un disco rotto. Poi però ammette l’utilizzo di un cerotto della cassetta dei medicinali. E quasi a giustificarsi, aggiunge: “Non attaccava neanche più…”. (Continua a leggere dopo le foto)


 


 

 

Una vicenda comunque inquietante. I fatti dovranno essere accertati a dovere. Tuttavia, per tranquillizzare le famiglie dei bambini è stato sospeso per quelli che vengono definiti atteggiamenti non consoni, dalla dirigente scolastica. Una vicenda su cui è bene stendere un pietoso velo di silenzio. E i cerotti non servono.

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