“Guarito dal coronavirus”, muore pochi giorni dopo. Si scopre che era ancora positivo


La notizia lascia sconcertati e la si apprende da La Gazzetta del Sud. Il pensionato di 67 anni Lodigiano ma originario di Cetraro dove era tornato in bus, risultato essere il primo contagiato in Calabria da coronavirus, è morto ieri a Cosenza, in ospedale. Le dimissione dal reparto di Malattie Infettive è avvenuta in seguito agli esiti del tampone: l’uomo è risultato negativo a due tamponi, quindi trasferito in Cardiologia.

Purtroppo non è stata una guarigione quella del 67enne, che una volta raggiunto il reparto di Cardiologia, perchè dimesso da quello di Malattie infettive, è andato incontro a una grave crisi respiratoria. Dopo tre giorni, l’uomo è stato intubato e sottoposto a nuovo tampone, risultando nuovamente positivo. Come riportato su La Gazzetta, il paziente Covid è entrato in contatto sia con altri ricoverati cardiopatici sia con il personale medico e infermieristico, non munito della protezione di sicurezza. (Continua a leggere dopo la foto).










Il trasferimento in Rianimazione è stato inevitabile, ma per l’uomo nulla da fare. Il 67enne muore nel reparto di Rianimazione, dove è deceduto. Si apprende sempre sulla testata che la carica virale insistente sul “paziente 1” era bassa. La direzione generale spegne sul nascere le indiscrezioni secondo le quali l’uomo di Cetraro dimesso da malattie infettive perché guarito dal Covid-19 e ricoverato in cardiologia avesse ancora il coronavirus, così come riportato su CNews24.  (Continua a leggere dopo la foto).






Il decesso nel reparto di cardiologia dell’Annunziata di Cosenza del cosiddetto paziente uno, F.A. originario di Cetraro proveniente dal lodigiano risultato, primo in Calabria, positivo al coronavirus il 28 febbraio scorso, non è da correlare direttamente al coronavirus. Né dopo il suo trasferimento dall’unità di malattie infettive, l’uomo è risultato nuovamente positivo al Covid-19. Lo precisa in una nota la Direzione generale dell’Azienda ospedaliera: “Come si ricorderà era stato dimesso dalla UOC Malattie Infettive per proseguire il percorso di cura in Utic-Cardiologia, relativamente alla altre numerose e gravi comorbidità, correlate in primis, alle problematiche cardiologiche pregresse”. (Continua a leggere dopo la foto).



La nota precisa: “Il paziente immunodepresso e gravemente compromesso, ha subito un deterioramento repentino del quadro clinico che non ha consentito di eseguire il già programmato intervento per l’impianto di pace maker. In relazione al possibile rischio contagio vale rammentare che al momento, la sorveglianza sanitaria messa in atto dall’Azienda sul personale ha, allo stato risultati del tutto soddisfacenti, in quanti i 472 tamponi effettuati fino ad oggi, sono tutti negativi. In linea con le rigorose verifiche di sorveglianza sanitaria in atto gli operatori dell’equipe UTIC-Cardiologia che peraltro, hanno già effettuato un primo controllo risultato negativo, saranno, comunque, sottoposti ad ulteriori azioni di monitoraggio”.

“Sono fuori pericolo”. Coronavirus, il comico annuncia la guarigione: “Ma ho avuto molta paura”

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@caffeinamagazine.it